Castelli e chiese

Scopri le principali attrattive

Il Trentino Alto Adige è una terra caratterizzata da paesaggi naturali unici, tra i quali si nasconde un enorme patrimonio storico, culturale ed artistico che attende solo di essere scoperto.

Tra imponenti cime montuose, verdi vallate e piccoli paesini, Trentino e Alto Adige raccontano la propria storia culturale ed artistica attraverso l’antico spirito combattivo dei castelli e le mistiche atmosfere delle chiese.
Castel Tirolo, Castel Coira, Ciastel de Tor, Castel Presule…sono solo alcune delle innumerevoli fortezze, rocche, residenze presenti sul territorio, tra le cui mura aleggiano secoli di storia, vite di uomini leggendari, usi e costumi di tempi antichi.
Così la Chiesa di San Procolo, il Santuario di Pietralba, l’Abbazia di Novacella, il Duomo di Bressanone, insieme ad altri importanti edifici sacri, invitano ad ammirare l’arcana bellezza dei loro affreschi,  delle sculture e degli altari, immersi nella cornice unica dei panorami del Trentino Alto Adige.
L’amore per la cultura si unisce, poi, al piacere delle passeggiate nella natura, grazie alla presenza di tanti itinerari che conducono alla scoperta di questi immensi tesori artistici e storici.

Scopri i principali castelli e chiese del Trentino Alto Adige

Castel Stenico

Il castello sorge a Stenico, nelle Giudicarie esteriori, ed è uno dei manieri più antichi della regione. Prestigioso esempio di architettura altomedievale, nel 1973 è stato restaurato ad opera della Provincia Autonoma di Trento ed oggi ospita manifestazioni e visite.

I primi dati certi su Castel Stenico risalgono al 1163; nel XIII secolo divenne di proprietà dei principi vescovi di Trento, i quali ne fecero una residenza estiva e sede del funzionario che amministrava il territorio (il Capitano).

La fortezza è caratterizzata da un aspetto variegato, che è il risultato dei numerosi interventi e ampliamenti apportati alla struttura nel corso dei secoli da parte dei principi vescovi e dei capitani.
Durante il Medioevo Castel Stenico appartenne al principe vescovo Enrico di Metz, nel XV secolo fu di proprietà del principe e umanista Johannes Hinderbach e, in seguito, del potente cardinale Bernardo Cles, che fece eseguire gli affreschi in pieno stile rinascimentale.

Attualmente all’interno del castello si trovano collezioni di armi da fuoco e armi bianche, dipinti del Cinquecento e del Settecento, mobili del XVI e al XIX sec. facenti parte delle collezioni del Museo del Buonconsiglio di Trento.
Negli anni Ottanta l’opera di restauro attuata all’interno della Cappella di San Martino ha fatto riaffiorare uno splendido e prestigioso ciclo di affreschi medioevali e alcune sculture risalenti all’Alto Medioevo.
Particolarmente degne di nota sono, inoltre: la Sala del Consiglio, decorata con affreschi quattrocenteschi, e la Sala del Giudizio, che gode della sola luce proveniente dalle feritoie.

Una leggenda è legata alla storia del castello di Stenico e riguarda la cosiddetta “torre della fame”: fatta erigere nel XIII secolo da Bozone, veniva usata come prigione; si narra, in realtà, che in tale torre venissero rinchiusi e lasciati morire di fame i condannati, i cui lamenti riecheggiavano fino alla città.
Da allora, continua la leggenda, pare che gli spiriti dei prigionieri vaghino per la fortezza durante le notti di luna piena, accendendo lumi alle finestre.

Orari d’apertura:
- fino al 5 marzo 2012 - apertura solo sabato e domenica con orario 9.30 - 17.00
- dal 6 marzo 2012 apertura da martedì a domenica con orario 9.30 - 17.00
- dal 15 maggio 2012 al 18 novembre orario estivo: 10.00 - 18.00
- dal 20 novembre 2012 apertura solo sabato e domenica con orario invernale 9.30 - 17.00.

Giornate di chiusura: tutti i lunedì non festivi, dom 25 dicembre 2012 e merc 1°gennaio 2013

Aperture straordinarie:
- apertura dom 8 aprile, lun 9 aprile, merc 25 aprile, lun 30 aprile, mart 1°maggio con orario 9.30 - 17.00
- apertura sab 2 giugno, mart 26 giugno 2012, giov 1°novembre orario 10.00 - 18.00
- apertura sab 8 dicembre, merc 26 dicembre 2012, lun 31 dicembre 2012 con orario 9.30 - 17.00

 

Nei giorni di chiusura infrasettimanali, è possibile entrare su richiesta.

 

Possibilità di variazione tariffe ed orari per mostre temporanee.

Per informazioni:
Castello di Stenico
Stenico (TN - Valli Giudicarie)
Tel +39 0465 771004

Chiesa di San Vigilio a Pinzolo

A pochi passi dall’abitato di Pinzolo, sorge la Chiesa di S. Vigilio, edificata nel 1362 e ampliata nel 1515; splendido edificio con colonne granitiche e archi a tutto sesto, fa ancor oggi sfoggio del noto affresco cinquecentesco in cui la Morte trionfa sugli uomini.

La Chiesa di San Vigilio sorge a Pinzolo nella cornice della splendida Val Rendena.
L’edificio fu fatto erigere nel X secolo, in onore del vescovo Vigilio, patrono della diocesi trentina, ma l’aspetto attuale è il risultato dell’ampliamento che venne compiuto nel 1515.

La struttura architettonica si compone di una pianta a base rettangolare a tre navate, con colonne in granito che sostengono volte e archi a sesto acuto.
La facciata medioevale è decorata con affreschi che risalgono a differenti epoche: le raffigurazioni di San Cristoforo e Santa Caterina d’Alessandria sono gli affreschi più antichi, risalenti all’epoca romanica, mentre nelle nicchie ogivali si trovano le rappresentazioni di San Vigilio e la Pietà, realizzati alla fine del XV secolo.

L’affresco più rilevante è però la famosa “Danza macabra” di Simone Baschenis di Averara, del 1539.
La fascia che contiene questa singolare opera pittorica ha una lunghezza di venti metri circa e un’altezza che supera i due metri: all’interno trovano spazio scheletri e figure umane a grandezza naturale accompagnate da alcune didascalie. Tali scritte comprendono sia frasi in dialetto locale che citazioni colte in lingua latina o volgare che vanno a comporre una specie di monologo recitato da un defunto
Il tema centrale dell’intero affresco infatti è la Morte, che apre il corteo suonando la cornamusa e affermando il suo potere assoluto sull’umanità.

La “Danza macabra”, unitamente alla sottostante raffigurazione dei “Sette vizi capitali” e il ciclo di affreschi sulla vita del santo vescovo di Trento presenti all’interno della chiesa, rappresentano il maggior complesso pittorico realizzato da Simone Baschenis.

Orari di visita:
dalle 9,30 alle 11,30 e dalle 14,30 alle 17,30
tutti i giorni tranne Lunedì e Domenica mattina
per visite fuori orario è consigliato contattare il seguente numero: tel. 340/9159270

Per informazioni:
ProLoco Pinzolo
tel: +39 (346) 6051397
e-mail: info@prolocopinzolo.it

Attrazioni turistiche: cosa visitare

Il Trentino Alto Adige vanta un patrimonio culturale e naturalistico di tutto rispetto, e le sue attrazioni turistiche sono da sempre meta di visitatori da tutto il mondo: imponenti castelli, chiese, musei che racchiudono secoli di storia ma anche tesori di arte contemporanea, e gioielli naturali come i laghi glaciali, specchi d’acqua purissima.

La vacanza in Trentino Alto Adige non è soltanto sinonimo di sport, c’è anche un altro aspetto importante che riguarda la storia e la cultura che hanno caratterizzato questo territorio nel tempo.
Diverse sono infatti le testimonianze sparse nell’intera regione, dai castelli alle chiese, senza trascurare i musei. Sono molte le zone in cui è possibile trascorrere un’interessante vacanza all’insegna della cultura in questa regione, come in Vallagarina dove troviamo Castel Beseno, il Mart – Museo d’Arte Moderna, il Museo Storico della Guerra e il suggestivo Eremo di San Colombiano. Altri edifici di particolare interesse nell’area trentina sono il Castello del Buonconsiglio a Trento, nota sede museale, e Castel Thun in Val di Non.
Anche l’area altoatesina grazie alla sua storia ha molto da offrire, come il centro storico di Bolzano, il Castel Trauttmansdorff a Merano, circondato dai meravigliosi Giardini di Sissi, e l’Abbazia di Novacella nella Valle Isarco.
La regione, specie nella zone del Trentino, si presenta ricchissima di laghi, a loro volta una delle maggiori attrazioni turistiche della zona. Ricordiamo il Lago di Caldonazzo, il Lago di Molveno e la parte settentrionale del Lago di Garda, ma anche gli innumerevoli laghi glaciali ad alta quota, racchiusi in panorami meravigliosi.

Castel Trauttmansdorff

Castel Trauttmansdorff si trova vicino a Merano, in Alto Adige: divenuto famoso  grazie all’imperatrice Sissi, oggi è sede del museo Provinciale del Turismo dell’Alto Adige, il Touriseum, e ospita al suo interno un ristornate e gli oltre ottanta ambienti botanici del bellissimo giardino di Sissi.

Risalgono al Medioevo le prime testimonianze sull’esistenza di un piccolo maniero, del quale alcune parti sono ancor oggi visibili nel lato sud-ovest di Castel Trauttmansdorff.

Dopo essere stato acquisito da Nikolas von Trauttmansdorff nel 1543 ed essere caduto in rovina, a seguito dell’estinzione della famiglia, il castello venne fatto ricostruire alla metà del XIX sec. dal conte di Stiria Joseph von Trauttmansdorff, che lo trasformò nel primo esemplare di fortezza neogotica del Tirolo.
Sul finire dell’Ottocento Castel Trauttmansdorff venne scelto dall’imperatrice Sissi come meta per il suo soggiorno invernale, diventando così, insieme alla città di Merano, luogo famoso in tutta Europa. Al suo interno si trovano gli splendidi Giardini a lei dedicati.

Il maniero alla fine dell’Ottocento fu rinnovato nella struttura e nell’arredamento ad opera del barone Friedrich von Deuster, ma con l’arrivo dei due conflitti Mondiali cambiò il nome in Castel di Nova e fu usato dai tedeschi come magazzino militare.

Dopo un lunghissimo periodo di decadenza, finalmente nel biennio 2002-2003 si cominciarono gli interventi di restauro a Castel Trauttmansdorff. Oggi le varie parti del maniero (la cappella, la cripta, le stanze dove soggiornava l’imperatrice) si possono ammirare nel Touriseum, coronando il percorso di visita tra gli splendidi giardini di Sissi.

Orario d’apertura:
1° aprile - 15 novembre: 9-18 (ultimo ingresso: ore 17)
15 maggio - 15 settembre: 9-21 (ultimo ingresso: ore 20)
Nessun giorno di chiusura

Ulteriori informazioni:
Castel Trauttmansdorff
via S. Valentino, 51a
39012 Merano
Tel. +39 0473 235730

L'Abbazia di Novacella

Situata nel comune di Varna, vicino a Bressanone, l’Abbazia di Novacella rappresenta uno degli edifici sacri più grandi e rinomati dell’arco alpino, ancor oggi di proprietà dei Canonici Agostiniani.

L’Abbazia fu fondata nel 1142 dal Vescovo di Bressanone, Beato Hartmann, e ben presto divenne il punto di riferimento per tutti i pellegrini che, provenienti dal Nord Europa e diretti verso Roma e la Terrasanta, trovavano asilo nella struttura dopo il faticoso traversamento del valico alpino.

L’imponente complesso del monastero di Novacella è il risultato della sovrapposizione di edifici nati in epoche diverse e caratterizzati da svariati stili architettonici: il campanile risale al periodo romanico, chiostro e coro della chiesa sono gotici, mentre biblioteca e chiesa sono in stile barocco e rococò.
L’Abbazia di Novacella, infatti, venne ricostruita e ampliata varie volte nel corso dei secoli, fino al Settecento: gli interventi più significativi vennero fatti durante il Rinascimento, tra cui la costruzione del “pozzo delle meraviglie” al centro del cortile interno, così chiamato per la riproduzione delle sette meraviglie dell’antichità sull’edicola del pozzo.

La maestosa abbazia rientra nel progetto “Culturonda” che propone un viaggio in “12 passi” attraverso la cultura e la storia dell’alto Adige.

Orari delle visite guidate (minimo 10 persone):
da lunedì al sabato alle ore 10:00, 11:00, 14:00, 15:00 e 16:00.
Chiuso domenica e festivi.
Da metà luglio a metà settembre visite guidate alle ore 12:00 e 13:00.
Da inizio gennaio a fine marzo chiuso il lunedì, previa prenotazione.

Ulteriori informazioni:
Tel. +39 0472 836 189, fax +39 0472 837 305,
info@abbazianovacella.it

 

Il giardino storico.

Il giardino si trova all’ingresso dell’Abbazia ed è costituito da una parte barocca, con fontane, variopinte aiuole di fiori e imponenti alberi secolari, e, al di là di un pergolato d’uva, la parte in cui si trovano piante officinali ed aromatiche. Si contano almeno 75 tipi di piante erbacee: oltre alla comune trigonella, si incontrano anche erbe esotiche come timo della Giamaica o la salvia al profumo di melone.
Ad arricchire il patrimonio storico e la bellezza del giardino vi sono, inoltre, la Voliera praticabile e il “Piscinum” (fossato circolare dove un tempo si allevavano i pesci, poi tramutato in fioriera).
Il giardino, nonostante faccia parte della “clausura” del convento, è comunque aperto alle visite del pubblico.

Orari visite guidate (minimo 10 persone):
Gruppi - dal 2 maggio al 12 ottobre 2012: lunedì, mercoledì e venerdì su prenotazione
Persone singole - dal 15 giugno al 14 settembre 2012: lunedì, mercoledì e venerdì (10.30 tedesco e 11.30 italiano)
Informazioni e prenotazioni:
Tel. +39 0472 836 189, fax +39 0472 837 305,
info@abbazianovacella.it

 

La Biblioteca.

La Biblioteca si dispone su due piani dell’Abbazia di Novacella e comprende più di 70.000 volumi, per lo più di argomento scientifico e teologico, codici miniati e manoscritti, tra i quali il manoscritto più piccolo della terra.
Le varie sale sono decorate da preziosi stucchi, che riproducono la fastosità tipica dello stile rococò, di cui la stanza principale, progettata e realizzata da Antonio Giuseppe Sartori nel 1773, ne rappresenta il trionfo.
Molte delle opere furono confiscate durante il 1807, a seguito della soppressione dell’Abbazia da parte del governo bavarese, ma una parte fu recuperata dopo la Grande Guerra dal governo italiano che le restituì all’abbazia.

La Cantina.

L’Abbazia di Novacella è conosciuta anche per la sua cantina di vini: da secoli, infatti, in queste terre ricche di minerali si coltivano vigne assai pregiate, dalle quali si ricavano rinomati vini bianchi come il Müller Thurgau, il Sylvaner e il Veltliner; dai vigneti dell’Abbazia posti più a sud provengono invece i vini rossi come il Lagrein, il Pinot Nero e il Moscato Rosa.

La “Cantina dell’Abbazia” offre ai visitatori tutti i suoi prodotti, tra cui i vini, le grappe e il succo di mela, proponendo anche la tipica merenda tirolese (Speck, formaggi, pane sudtirolese).
Orario di apertura:
Lunedì – sabato 10.00 - 19.00, festività religiose, chiuso

I vini dell’Abbazia di Novacella, le grappe, le tisane e i succhi possono essere acquistati nell’Enoteca dell’Abbazia, situata all’ingresso dell’edificio.
Orari di apertura dell’Enoteca:
da lunedì a sabato ore 09:15 - 12:00 e ore 14:00 - 18:00
Chiuso durante le festività religiose.

Castel Belfort

Le rovine dell’imponente Castel Belfort raccontano una lunga e intricata storia di innumerevoli passaggi di proprietà, di follie e sospetti, di fantasmi irrequieti: oggi si può visitare.

Il castello è situato tra gli abitati di Spormaggiore e Cavedago, in Trentino, e mostra oggi ai visitatori l’elevata torre circondata da ciò che resta dell’intera costruzione. Risalente al 14° secolo, la storia di Castel Belfort fu caratterizzata da un lungo succedersi di proprietari e da torbide vicende politiche.
Uno dei racconti leggendari che lo riguardano vuole che lo spirito del Conte Cristoforo Reifer di Altspaur (uno dei tanti possidenti) vaghi ancora oggi tra i ruderi dell’edificio. Attualmente il castello è visitabile e ci sono vari percorsi escursionistici che giungono a questo luogo.

La prima testimonianza su Castel Belfort risale al 1311, anno in cui Enrico Conte di Tirolo concesse a Tissone di Altenspaur di erigere un torrione di guardia sulla Via Nuova.
Vicino alla torre, costruita su quello che, in base ai documenti dell’epoca, veniva chiamato “colle o dosso di Malgolo”, fu successivamente eretta la fortezza di Belfort, che passerà di mano in mano a diverse famiglie, tra le quali quella dei Reifer.
Nel 1670 un grave incendio colpì il maniero e nel 1700 fu fatto ricostruire sui resti precedenti.

Una delle vicende più appassionanti e inquietanti legata a Castel Belfort riguarda Cristoforo Reifer, il quale regnò su questi luoghi alla metà del ‘400. Pare che l’uomo, a causa dei frequenti attacchi di pazzia e di manie di persecuzione, abbia cominciato a sospettare talmente della fedeltà della terza moglie che tentò di ucciderla: si dice, quindi, che il fantasma del Conte si aggiri tormentato ancor oggi sulle rovine del castello, alla ricerca di prove del tradimento della consorte.

Per informazioni:

38010 Spormaggiore

Castel Belfort

+39 0461 585836

+39 0461 585570

info@visitdolomitipaganella.it

I Forti dell'Imperatore

Imponenti costruzioni, emblemi della miglior ingegneria militare, sorgono a testimonianza di uno dei più tragici capitoli della storia italiana e mondiale, che rivive tra le stanze del museo di Lavarone e tra i sentieri dislocati sugli Altipiani Trentini.

I Forti dell’imperatore sono sette fortezze situate in Trentino, erette dagli austro-ungarici durante la Grande Guerra del ’15-‘18.
Forte Busa Verle, Forte Cima Vezzena, , Forte Lusern, Forte Gschwent Belvedere (forte-museo di Lavarone), Forte Cherle, Forte Dosso del Sommo e Forte Sommo Alto: queste imponenti roccaforti occupano una linea lunga 30 km, tra Cima Vezzana e l’altopiano di Folgaria, e si possono ammirare scegliendo uno dei tanti itinerari per il trekking o la mountain-bike che attraversano la zona.
Il forte-museo di Lavarone offre invece un viaggio approfondito sulla propria storia e i terribili avvenimenti del primo scontro mondiale.

Nel 1908, sebbene Austria e Italia fossero unite nella Triplice Alleanza, Vienna decise di far costruire un apparato difensivo altamente sofisticato ed efficiente lungo il confine trentino.
Ad esclusione di quelli di Busa Verle e Lusern, i forti subirono ingenti danni durante il conflitto; in seguito, nel 1936, furono smantellati per estrarne acciaio e ferro.

Forte Busa Verle: situato sull’altura poco a monte di Passo Vezzena (quota 1554 metri), impediva l’accesso agli Altipiani dalla Val d’Assa.

Forte Cima Vezzena: posizionato a un’altezza di 1908 metri, sull’orlo di un burrone, è stato costruito scavando nella parete di una montagna; dallo spiazzo di fronte al forte si gode di una vista straordinaria sul Trentino.

Forte Lusern: eretto tra il 1911 e il 1914, monitorava, assieme a Forte Busa Verle, l’Alta Val d’Assa e costituiva la punta di diamante della cosiddetta “trincea d’acciaio”.

Forte Gschwent – Belvedere di Lavarone: costruito fra il 1908 e il 1914, con la funzione di controllare la Val d’Astico, fu l’unico fortilizio a salvarsi dalla demolizione degli anni Trenta, grazie all’intervento di Re Vittorio Emanuele III che volle che almeno uno dei forti restasse a testimoniare quanto accaduto durante la Grande Guerra. Oggi la fortezza ospita un moderno museo che restituisce una panoramica esaustiva sul conflitto (per informazioni: tel./fax 0464 780005; fortebelvedere@libero.it; www.fortebelvedere.org).

Chiudono il cerchio il Forte Cherle, il Forte Sommo Alto e il Forte Dosso del Sommo, anch’essi protagonisti di tragici eventi bellici.
Oltre alla visita al forte-museo di Lavarone, ci sono altri modi per fare un tuffo nella storia:

-          intraprendendo il Sentiero della Pace, un percorso di oltre 450 km tra sentieri, trincee, strade forestali che congiungono il Parco dello Stelvio alla Marmolada, lungo la linea del fronte della Prima Guerra Mondiale;

-          prendendo parte alla Marcia dei Forti o ai Trekking dei Forti;

seguendo uno degli itinerari che conducono in poco tempo a uno dei forti.

Castel Drena

La fortezza trentina di Drena, eretta durante il XII secolo a seguito del restauro da parte della Provincia Autonoma di Trento, invita oggi i visitatori nel suo interessante Museo permanente di reperti.

Castel Drena sorge alle pendici della frana delle Marocche, nell’ Alto Garda, eretto a guardia dell’antica strada della Valle di Cavedine.
Il maniero, di proprietà del comune di Drena, ha subito di recente alcuni interventi di ristrutturazione ad opera della Provincia Autonoma di Trento ed è attualmente sede di un museo di reperti permanente.

La costruzione del castello, avvenuta dove forse un tempo sorgeva un villaggio preistorico, risale al secolo XII; nel 1775 il maniero passò dai Signori da Saiano alla famiglia d’Arco, che lo fecero diventare un fondamentale punto strategico tra Trento e il Garda.
Dopo l’incendio avvenuto nel Settecento, durante la guerra di secessione spagnola, e il lunghissimo periodo di decadimento giunto sino ai nostri giorni, Castel Drena venne finalmente sottoposto a lavori di restauro ad opera della Provincia Autonoma di Trento.

La caratteristica principale della fortezza è il possente mastio quadrangolare di 27 metri che sovrasta solitario la merlatura ghibellina: da qui si gode di una vista suggestiva verso la vallata e sulle Marocche, le singolari formazioni rocciose scavate dai ghiacci.

A Castel Drena è allestito un Museo permanente di reperti archeologici che illustrano le diverse fasi di ristrutturazione della fortezza.

Facile sentiero attrezzato che consente di attraversare la forra situata sotto al castello è la Ferrata di Castel Drena.

Orari:

- Marzo/Giugno, dalle 10.00 alle 18.00;

- Luglio/Agosto, dalle 10.00 alle 19.00;

- Settembre, dalle 10.00 alle 18.00;

- Ottobre, dalle 10.00 alle 17.00;

- Novembre/Dicembre, dalle 10.00 alle 17.00 (sabato e domenica);

- Gennaio, Chiuso;

- Febbraio/Giugno, dalle 10.00 alle 18.00.

 

Per informazioni:

0464 541220

0464 541277

drena@comuni.infotn.it

Chiesa di San Pietro in Cembra

Si tratta di una delle più antiche chiese battesimali del Trentino, situata nel cuore della Val di Cembra: splendida nel carattere gotico esterno, mostra all’interno una serie di affreschi luminosi e vivaci (databili dal 1549 fino al XVIII sec.), nei quali, qua e là, rivivono le pennellate del Tiepolo.

La Chiesa di San Pietro si trova nel centro di Cembra, località situata nell’omonima valle, e rappresenta uno degli esempi di maggior prestigio architettonico e artistico della zona.
Le prime documentazioni risalgono al 1224: la struttura originaria dell’edificio venne modificata più volte, ma fu nel Cinquecento che essa acquistò l’aspetto che possiamo ammirare oggi.
Nella seconda metà dell’Ottocento venne attuata un’importante opera di restauro che riguardò il tetto e la facciata, mentre gli affreschi furono sistemati durante il Novecento. I lavori di ristrutturazione, inoltre, hanno contribuito a scoprire la preesistenza di altre due chiese precedenti.

L’edificio comprende molti elementi per i quali si può definire gotico, come l’agile portale e il rosone; il campanile è tardoromanico con trifore e quadrifore sovrapposte e una svettante copertura piramidale. All’interno trova ampio spazio il tripudio variopinto degli affreschi che riempiono le pareti, a partire dai più suggestivi: il ciclo pittorico della vita di Cristo (XVI sec.) e la spettacolare rappresentazione del Giudizio Universale (XVIII sec.), realizzata da Valentino Rovisi, della scuola di Giovan BattistaTiepolo.
Si possono ammirare, inoltre, sculture lignee tardogotiche (prima metà del XVI secolo), opere di un ignoto artista tirolese.
Vicino al presbiterio si trovano i resti di una cella memoriale, un’urna in pietra e muratura, destinata alla custodia delle reliquie del Santo Patrono.

Orari di visita:
visite solo su prenotazione, - nell'ambito di "Invitati speciali a Cembra" dal 30 giugno al 1 settembre 2012, ogni sabato ore 10.00 su prenotazione.

Per informazioni:
APT dell'Altopiano di Piné e della Val di Cembra
tel. +39 0461 557028 - fax +39 0461 557577 - info@visitpinecembra.it

Castel Beseno

Il castello si trova nel comune di Besenello e mostra oggi tutta l’imponenza della sua mole, tornata a nuova luce grazie al restauro operato dalla Provincia Autonoma di Trento. Visitabile, è anche rinomato luogo di appuntamenti con l’arte, lo spettacolo e la cultura.

Si tratta del maggior complesso fortificato del Trentino, situato sulla cima di una zona collinare compresa tra Trento e Rovereto. Teatro di scontri militari, tra i quali la battaglia di Calliano, tra Veneziani e Trentini (1487), e protagonista di molte leggende, il maniero è tornato a nuova vita grazie a un’accurata opera di restauro da parte della Provincia Autonoma di Trento.
Oggi Castel Beseno è una delle sedi del Museo provinciale del Castello del Buonconsiglio ed ospita, inoltre, mostre, eventi a sfondo culturale, spettacoli.

Con un’estensione di 16400 mq, Castel Beseno si conferma la più grande roccaforte presente sul versante meridionale delle Alpi Centrali. Le tre massicce torri, le piazzole per i cannoni, la loggia della Filandèla e il Campo dei Tornei (oggi curato giardino) sono testimoni silenziosi di una vivace e brulicante vita cinquecentesca.

I tre nuclei medievali, circondati dall’estesa cinta muraria, facevano parte del feudo dei Signori di Beseno; all’inizio del 14° sec. il castello divenne proprietà dei Castelbarco, fino alla seconda metà del 15° sec. quando fu acquisito dai Trapp.

Nel 1973 Castel Beseno fu donato dai Trapp alla Provincia Autonoma di Trento, attuale proprietaria, che si occupò del restauro, restituendogli un rinnovato splendore.
Oggi la fortezza è uno dei centri culturali più frequentati della regione ed è anche meta di molti itinerari escursionistici (a piedi dalla strada principale, 20 min. circa).

Orari d’apertura:
- dal 15 maggio 2012 al 18 novembre orario estivo: 10.00 - 18.00
- dal 20 novembre 2012 apertura solo sabato e domenica con orario invernale 9.30 - 17.00.

Giornate di chiusura: tutti i lunedì non festivi, domenica 25 dicembre 2012 e mercoledì 1° gennaio 2013

Aperture straordinarie:
- domenica 8 aprile, lunedì 9 aprile, mercoledì 25 aprile, lunedì 30 aprile, martedì 1° maggio con orario 9.30 - 17.00
- sabato 2 giugno, martedì 26 giugno 2012, giovedì 1° novembre orario 10.00 - 18.00
- sabato 8 dicembre, mercoledì 26 dicembre 2012, lunedì 31 dicembre 2012 con orario 9.30 - 17.00

Nei giorni di chiusura infrasettimanali, è possibile entrare su richiesta.

Possibilità di variazione tariffe ed orari per mostre temporanee.

Per informazioni:
Castel Beseno
Besenello (TN)
tel ++39 0464 834600

Castello di Ossana

Il Castello di Ossana, con il suo mastio quadrangolare di 25 metri, si erge su di uno elevatissimo sperone della Val di Sole, ricordando la gloria di un passato conservato ancor oggi tra le sue imponenti mura.

Situato in Alta Val di Sole, il Castello di Osanna si scorge arroccato su di un altissimo spuntone di roccia, dal quale mostra tutta la sua storica imponenza.
Le particolarità che lo contraddistinguono sono proprio la suggestiva posizione in un sito praticamente inespugnabile e la grandiosità del mastio ben conservato.
Il maniero è visitabile ed è di proprietà della Provincia Autonoma di Trento.

Il Castello di Ossana (o di San Michele, per la cappella che si trova all’interno) fu fatto costruire intorno al secolo VI, durante l’età longobarda; la prima documentazione scritta, però, è datata 1191.
Nel tempo la fortezza passò in mano a diverse famiglie vescovili, ai Conti del Tirolo, alla famiglia dei De Federicis, degli Heydorf e dei Bertelli.
Uno dei momenti più critici nella storia del Castello di Ossana risale al Cinquecento e alla cosiddetta “guerra rustica”, durante la quale i contadini locali presero d’assalto il castello e lo saccheggiarono; durante l’occupazione napoleonica, alcuni secoli più tardi, divenne sede di guarnigione.

All’inizio del Novecento il Premio Nobel per la pace Bertha von Suttner divenne comproprietaria del maniero.
Dopo essere stato ristrutturato, il Castello di Ossana è stato reso visitabile a partire dal 1996 ed è oggi di proprietà della Provincia Autonoma di Trento.

Orari:
si prega di contattare l'APT Val di Sole, Pejo e Rabbi e il Comune di Ossana per le informazioni relative alla visita del castello.

Per informazioni:
APT Val di Sole, Pejo e Rabbi

Viale Marconi, 7
38027 Malè, Italy
Tel: +39 (0463) 901280
Tel: +39 (0463) 751363 (Comune di Ossana)
Fax: +39 (0463) 901563
E-mail: info@valdisole.net

Castel Thun

Castel Thun, maestosa fortezza medioevale che spicca sulla vetta di una collina della Val di Non, si può oggi visitare, in parte, passeggiando tra eleganti sale e stanze finemente decorate e arredate.

Il castello è un magnifico edificio di origine medioevale, appartenuto fino a qualche tempo fa alla famiglia Thun e oggi di proprietà della Provincia Autonoma di Trento.
Posto sulla cima di un’altura, l’imponente maniero si compone di una vasta cinta muraria, di bastioni, torrette e di un fossato col ponte levatoio.
Dopo diciotto anni di opere di restauro, Castel Thun è stato riaperto al pubblico nell’aprile del 2010.

Il nome originario del castello era Castel Belvesino; solo in un secondo momento assunse il nome della famiglia nobile dei Tono, che decise di cambiare il cognome in Thun.
Più volte danneggiato dagli incendi, la roccaforte fu ricostruita nel Cinquecento; oggi è possibile visitarla solo in parte.

Castel Thun domina dall’alto la località di Vigo di Ton con la maestosità delle mura alte 20 metri e delle solide torri quadrangolari.
Vi si accede tramite la Porta Spagnola del 1566, entrando in un complesso che comprende 150 stanze, sotterranei e cantine.
Gli interni sono caratterizzati da splendidi decori e mobili d’epoca; si distinguono, in particolare, la “stanza del vescovo” interamente rivestita con legno di cirmolo, la “stanza delle signore”, la sala degli antenati con i quadri di famiglia e la sala del mappamondo.
Nella Cappella di S. Giorgio si trovano pregiati affreschi quattrocenteschi, realizzati da uno degli allievi di Jacopo Sunter della scuola di Bressanone.

Orari d’apertura:
dal 15 maggio al 18 novembre 2012 apertura da martedì a domenica con orario: 10.00 - 18.00
dal 20 novembre 2012 apertura solo sabato e domenica con orario: 09.30 - 17.00.

Giornate di chiusura: tutti i lunedì non festivi, domenica 25 dicembre 2012 e mercoledì 1° gennaio 2013

Apertura straordinarie:
mercoledì 25 aprile, lunedì 30 aprile, martedì 1° maggio con orario 9.30 - 17.00
sabato 2 giugno, martedì 26 giugno 2012, giovedì 1° novembre orario 10.00 - 18.00
sabato 8 dicembre, mercoledì 26 dicembre 2012, lunedì 31 dicembre 2012 con orario 9.30 - 17.00
ogni lunedì di agosto con orario 10.00 - 18.00

Prolungamento dell’apertura ogni venerdì di agosto fino alle 21.00

Nei giorni di chiusura infrasettimanali è possibile entrare su richiesta.

Possibilità di variazione tariffe ed orari per mostre temporanee.

Per informazioni:
Castel Thun
Vigo di Ton (TN - Valle di Non)
Tel +39 0461 492829

Castel Ivano

Leggendaria fortezza risalente all’età medioevale, Castel Ivano si erge nella Valsugana orientale, ed è oggi sede del Centro culturale “Castel Ivano Incontri”.

Castel Ivano si trova a Ivano Fracena in Valsugana, poco distante da Trento, ed è una delle fortezze meglio conservate del Trentino.
Circondato da un bellissimo parco, che custodisce una riserva faunistica e molte specie di fiori, il castello è caratterizzato da una lunga storia, alla quale si aggiungono svariate leggende locali.
Noto fino dal secolo XII, ha ospitato importanti personaggi, come Eleonora Duse e il generale Carlo Alberto Della Chiesa.
Attualmente è sede del Centro culturale “Castel Ivano Incontri” e le visite all’interno del maniero si svolgono proprio in occasione di convegni internazionali e mostre d’arte.

Al 1187 risale la prima attestazione del castello, il quale, nel tempo, passò di mano in mano a diversi proprietari. I più importanti furono i Signori di Padova, i Da Carrara, e ancor oggi a ricordarlo c’è lo stemma della famiglia, un carro stilizzato del 1345.
Dopo essere stato di proprietà della famiglia Wolkenstein, nel 1913 Castel Ivano passò a Franz Staudacher di Brunico, amministratore del maniero, che diede inizio ai lavori di ristrutturazione.
Ancora oggi gli Staudacher sono i proprietari della fortezza e continuano l’opera di conservazione avviata dal loro antenato.

La struttura del castello, che nel corso della storia ha subito svariate modifiche, si compone di un grandioso mastio quadrangolare che sovrasta altre due costruzioni, conosciute come “Palazzo di Qua” e “Palazzo di Là”.
L’accesso al maniero avviene dalla torre di guardia, situata nei pressi del fossato e di un portone e, una volta raggiunta la corte esterna, si incontrano prima una acacia secolare e poi, proseguendo, l’antico fienile e la cappella seicentesca.

Oggi Castel Ivano è di proprietà privata e sede di convegni scientifici e avvenimenti culturali.

Orari visite:
visite solo per gruppi o associazioni previo accordo con il proprietario.

Per inforamzioni:
Visitaguidata @ castelivano.it
info @ castelivano.it
Tel. 0461 763432
Fax: 1782251534

Castel Tasso

Su una rocca che si erge nei pressi di Vipiteno, precisamente a Campo Trens, si trova il fiabesco Castel Tasso. È uno dei manieri storicamente più importanti dell’Alto Adige, ancora oggi ben conservato con all’interno moltissimi oggetti e mobili dei tempi passati.

È possibile ammirare il castello anche internamente, e la visita è consentita in ben dieci stanze, molte delle quali mantengono buona parte dell’originale arredamento tardo –gotico. La cucina duecentesca è in uno straordinario stato di conservazione; meravigliosa è anche la vecchia torre, ancora intatta, con il dormitorio per gli scudieri, e in ottime condizioni è la preziosa Sala Verde, chiamata così per il colore della decorazione pittorica. Nei pressi del castello c’è anche una piccola cappella dedicata a San Zeno, presso la quale sono state ritrovate bare di legno del IV e VIII secolo.

La romantica fortezza medievale è cinta da un’alta muraglia merlata e circondata da un profondo fossato che ancora oggi è sormontato da uno storico ponte. Il castello è accessibile tramite un incantevole sentiero tra le rocce.

Orari d’apertura:

aperto dal 5 aprile 2012 al 4 novembre 2012
sabato giorno di riposo
sabato aperti: 11 e 18 agosto, 3 novembre
visite guidate ogni giorno alle ore 10.30, 14 e 15
dal 15 luglio al 15 settembre anche alle ore 16
visite guidate per gruppi a partire da 4 persone

Castel Firmiano

Costruito su di un’altura di roccia porfirica a sud –ovest di Bolzano, Castel Firmiano è tra le fortezze più antiche e più grandi dell’Alto Adige. Oggi è sede di uno dei cinque Musei della Montagna di Reinhold Messner, sparsi nelle Alpi centro – orientali. Il museo offre al visitatore una visione d’insieme dell’universo montagna, con quadri, cimeli, reperti naturali e molto altro.

Il castello, grazie alla sua posizione strategica, ebbe un ruolo importante nel suo lungo passato: fu infatti fortezza di frontiera in epoca longobarda. Inoltre, con le sue mura larghe fino a 5 metri, rappresenta uno dei primi esempi di architettura difensiva in territorio altoatesino.

Dopo un importante intervento architettonico il castello è stato adibito a museo: nella “torre bianca” della fortezza è stato allestito un percorso che narra la storia del Castel Firmiano, mentre negli ampi spazi dell’area museale, di circa mille metri quadrati, il tema centrale è l’uomo e la montagna.

Il maniero, oltre a essere un interessante museo per chi ama e rispetta la montagna, è anche una bellissima terrazza da dove poter ammirare uno splendido panorama sulla conca bolzanina, il tutto incorniciato dalle maestose Dolomiti.

Orari d’apertura:

Dalla prima domenica in marzo alla terza domenica in novembre
Dalle ore 10.00 - 18.00
Giovedì giorno di riposo

Ulteriori informazioni:
Castel Firmiano - MMM Firmian
Via Castel Firmiano, 53 - Bolzano
Tel.: +39 0471 631264
info@messner-mountain-museum.it

Castello di Casteldarne

Il Castello di Casteldarne sorge su una collina che domina il piccolo paese, collocato sulla sinistra del fiume Rienza. Visitare questo splendido maniero è un vero e proprio viaggio nel tempo. Venne edificato nel XI secolo ma subì vari interventi di ampliamento e ristrutturazione nel corso degli anni.

Il castello è composto da due parti separate, una più storica e datata, poco interessata da rinnovamenti, e l’ala orientale, interamente ristrutturata in stile barocco nei primi anni del Settecento. Dalla parte più antica del castello si accede a una bellissima corte interna, circondata da colonne di granito che sorreggono archi a tutto sesto, creando un’atmosfera romantica e fiabesca.

Il maniero di Casteldarne è già da secoli di proprietà dei conti Kϋnigl, ed è uno dei pochi castelli dell’Alto Adige a essere completamente arredato e aperto al pubblico. Gli interni barocchi sono conservati con cura e attenzione, tanto da meritare un’attenta visita: in particolare la grande sala, la camera con bow window e soffitto a cassettoni, e la cappella del castello.

Orari d’apertura:

aprile, maggio, ottobre mercoledì alle 15.00
giugno e settembre alle 11.00 e alle 15.00
luglio – agosto alle 11.00, 12.00, alle 15.00 e alle 16.00 (agosto: anche domenica aperto)
domenica chiuso

Chiesa di San Giacomo a Ortisei

Romantica e solitaria, la Chiesa di San Giacomo si trova appena sopra Ortisei in Val Gardena. Il piccolo santuario, raggiungibile solo a piedi, è uno dei più antichi edifici religiosi della vallata e sorge su di un vecchio sentiero di alta montagna che un tempo collegava Venezia con la Valle d’Isarco.

La chiesa  dedicata a San Giacomo, protettore dei viandanti e dei pellegrini, è affiancata da un suggestivo cimitero e circondata da un muro di cinta coperto da un tetto di scandole. Non conosciamo di preciso la data di costruzione della piccola basilica, sappiamo però che originalmente aveva uno stile romanico, mentre ora si presenta in stile gotico. All’interno colpiscono gli splendidi affreschi risalenti al XV secolo del presbiterio e il bell’altare maggiore intagliato, di artigianato locale.

La piccola Chiesa di San Giacomo è una destinazione ideale per coloro che vogliono unire il piacere di una semplice passeggiata alla spiritualità e alla beatitudine che il paesaggio riesce a trasmettere.

Castello di Castelbello

Il Castello di Castelbello si erge su una ripida rocca sopra l’omonimo paese, sulla riva sinistra dell’Adige. La roccia non è alta, ma così ripida dal lato della valle che il maniero è sempre stato un posto sicuro e protetto.

Costruito dai signori Montalban nei primi anni del 1200, il castello era molto più piccolo di come appare ora. Con il tempo la piccola fortezza cambiò numerosi proprietari, fino a quando venne acquistata dalla famiglia Hendl nei primi anni del ‘500, che la ristrutturò e l’ampliò. Nel 1813 e nel 1824 due incendi distrussero completamente il castello. Venne ristrutturata solo la parte utilizzata dalla famiglia come abitazione, e il resto cadde completamente in rovina.

Fino ad alcuni decenni fa il castello era ancora di proprietà privata, ora è stato acquistato dallo Stato, rinnovato e utilizzato come museo: ospita un’esposizione permanente sulla strada romana Claudia Augusta, mentre nelle altre sale è possibile visitare bellissime mostre temporanee di vari artisti famosi.

 

Orari pubblici della mostra "Via Claudia Augusta"
20/04 al 31/10/2012
da Mercoledì a sabato
Mostra d´arte:
22/09 al 31/10/2012
Lunedì - sabato dalle ore 14.00 alle ore 18.00
Domenica e giorni festivi dalle ore 11.00 alle ore 18.00

Guide al Castelbello:
dal 20/06 al 16/09/2012
Lunedì e martedì: chiuso
Mercoledì a sabato alle ore 14.00 - 15.00- 16.00- 17.00
Domenica e giorni festivi alle ore 10.30- 14.00 - 15.00- 16.00- 17.00

Prezzi 2012:
Adulti5,00 €, bambini ( 6- 14 anni.): 3,00 €, Biglietto famiglia: 12,00 €
Tariffa ridotta: bambini sotto 6 anni gratis- gruppi oltre 15 persone 10%

Castello di Tures

Castel Tures è uno dei castelli più grandi e meglio conservati di tutta la regione, ed è un importante punto d’attrazione culturale. Si trova in posizione dominante all’ingresso della Val Aurina, dinanzi allo spettacolare panorama dolomitico.

Vero e proprio castello delle fiabe, conserva ancora oggi un incredibile tesoro di arredi, suppellettili e armamenti delle varie epoche. Il maniero è composto da ben 64 vani ben arredati, dei quali circa due terzi sono rivestiti in legno di cembro, per la gran parte sono dotati di stufa di maiolica, tutti in ottimo stato. Magnifica è la cappella, dove si trovano opere d’arte romaniche e gotiche di grande importanza, come gli affreschi realizzati da Frederich Pacher.

Attualmente è aperto al pubblico circa un terzo dell’intero complesso, grazie ai massicci interventi di restauro del XX secolo. Tutto il castello merita un’accorta visita, ma attira particolare attenzione la biblioteca, che può essere considerata una delle più belle stanze medievali dell’intera regione.

Orari d’apertura:

Bassa stagione estiva
dal 02 giugno fino al 14 luglio 2012 e
dal 01 settembre fino al 04 novembre 2012
ogni giorno (incl. lunedì) in lingua italiana e tedesca alle ore 10, 11, 14, 15.15 e 16.30

Alta stagione estiva
dal 15 luglio al 31 agosto 2012

Guide in lingua italiana
ogni giorno (incl. lunedì) alle ore 10.00, 10.30, 11.10, 11.45, 12.15, 13.15, 14.00, 14.35, 15.15, 15.50, 16.30 e 17.00

Guide in lingua tedesca
ogni giorno (incl. lunedì) alle ore 10.00, 11.10, 12.15, 13.15, 14.00, 15.15 e 16.30

Stagione invernale 2012/13

dal 05.11.2012 fino al 02.12.2012, Ma, Ve, Do, ore 15 (ted.) e 16 (ita.)
dal 03.12.2012 fino al 06.01.2013, ogni giorno alle ore 11 e alle ore 15 (ted.) così come alle ore 16 (ita.)

Eccezione: Il Castello rimane chiuso il 24, 25 e 26 dicembre così come il 01 gennaio.

Ulteriori informazioni:
Castel Tures Taufers
Campo Tures
Tel.: +39 0474 678053
taufers@burgeninstitut.com

Castel Toblino

Il Castello di Toblino è situato nel comune di Calavino, in Trentino, su di una penisola che si stende sul lago omonimo. Ricostruito più volte nel corso del tempo, la fortezza è caratterizzata da echi leggendari passionali e inquietanti.

Si tratta di uno splendido maniero cinquecentesco, forse il più celebre del Trentino, situato su di una piccola penisola che guarda al Lago di Toblino. Ricordato in diverse leggende di carattere romantico, Castel Toblino appartenne a numerose famiglie nobili: si distingue in particolare quella di Bernardo Clesio, che fece ricostruire il maniero in pieno stile rinascimentale.

A causa della singolare posizione, il castello venne utilizzato più per le sue caratteristiche di residenza tranquilla e appartata, che per quelle militari e difensive di roccaforte.
L’origine del luogo su cui è posto il maniero riconduce ai tempi della colonizzazione romana, di cui ne dà testimonianza un sito archeologico romano-imperiale situato alla base.
Da feudo vescovile dominato dai Signori di Toblino (12° sec.), il castello divenne proprietà dei Signori di Castel Campo (13° sec.) e di capitani principeschi (15° sec.); ma è alla stirpe dei Madruzzo che si lega particolarmente la storia di questo noto forte lacustre.

Numerose sono le modifiche e i rinnovamenti che furono apportati alla struttura del castello nel corso dei secoli, a partire da quelli in stile rinascimentale operati da Bernardo Clesio, per proseguire con quelli attuati dai Signori di Castel Madruzzo che detennero il principato per un secolo.

L’aura romantica che lo circonda è stata alimentata non solo dalle poesie di Ada Negri e del Fogazzaro, ma anche dalle tante leggende che lo riguardano: una di queste vuole che a Castel Toblino si sia consumato l’amore proibito, seguito da un tragico epilogo, dell’ultimo esponente della famiglia Madruzzo.
Un’altra, invece, narra che sulle acque del lago durante le notti di luna piena si aggirino i fantasmi di due personaggi annegati nello specchio d’acqua.

Oggi il maniero, di proprietà privata, ospita al suo interno un ristorante ed è raggiungibile in auto, percorrendo la S.S. 45 bis della Gardesana Occidentale nella Valle dei Laghi.

Per informazioni:
Via Caffaro, 1
38072 Trento
tel. 0461 864036
www.casteltoblino.com‎

Rovine di Castel Boymont

Lungo la rinomata Strada del Vino dell'Alto Adige, precisamente nel mezzo di una radura a Missiano, sorgono le rovine dello storico Castel Boymont: splendida fortezza che risplende grazie ad importanti lavori di ristrutturazione e che fa parte dell'emozionante "camminata dei 3 castelli" di Appiano.

Le rovine di Castel Boymont si trovano in mezzo ad una radura sopra il paesino di Missiano, frazione di Appiano sulla Strada del Vino dell’Alto Adige, e sono facilmente raggiungibili a piedi tramite un comodo sentiero. Il maniero venne realizzato non come edificio difensivo, ma come residenza nobiliare e solo marginalmente per il controllo militare della zona.

Il castello fu costruito nel 1235 dai conti Appiano, successivamente venne concesso come feudo ai signori Boymont, da cui prese il nome. La fortezza divenne centro di discussione per contrasti ereditari che sfociarono in un incendio, il quale distrusse gran parte dell’edificio. Dai primi del ‘400 fino agli anni settanta del ‘900 il maniero venne abbandonato e cadde in rovina, fino a quando Fritz Dellago – attuale proprietario – lo restaurò. Lo stile architettonico del castello presenta splendidi tratti costruttivi dello stile altomedievale, ma sono visibili anche elementi del romanico e del gotico.

Oggi, il maniero ristrutturato e consolidato, rappresenta una delle tre mete della famosa “camminata dei 3 castelli” ad Appiano. All’interno dell’edificio troverete una taverna dove potrete fermarvi a bere e a mangiare tipici piatti medievali.

 

Orari d’apertura:
Taverna Boymont
08.04. - 15.11.: ogni giorno dalle ore 11.00 - 17.00
Lunedì giorno di riposo
Gruppi su richiesta

Ulteriori informazioni:
Taverna Boymont
Via Castel d’Appiano 5 - Missiano/Appiano
Tel.: +39 0471 636000
info@schloss-hotel-korb.com

Castel Coira

Nel cuore della verdeggiante Val Venota si nasconde una splendida roccaforte, Castel Coira, una fortezza di epoca medievale che racchiude la più grande collezione d'armi privata d'Europa.

Il Castel Coira è un incantevole castello costruito in epoca medievale, ancora in ottime condizioni, che s’innalza nella soleggiata Val Venosta sopra Sluderno. La sua particolarità rispetto agli altri manieri altoatesini è la splendida sala delle armature: la più grande armeria privata d’Europa.

Il castello fu costruito attorno al 1260 per volere del principe-vescovo di Coira. Il complesso architettonico era formato dal mastio, dal palazzo e dal muro di cinta che circonda un ampio cortile interno. La rocca mantenne lo stile altomedievale fino a quando la proprietà non passò ai conti Trapp, i quali iniziarono ampi lavori di ristrutturazione e ampliamento in stile gotico. Solo verso la metà del XVI secolo il maniero venne trasformato in ricca residenza rinascimentale.

Ancora oggi è possibile visitare le varie sale del castello arredate con mobili e suppellettili risalenti alle diverse epoche della fortezza. Fiore all’occhiello è la sala delle armature, dove sono conservate circa 50 armature complete oltre a varie spade e numerose armi, tutte in ottimo stato di conservazione.

Orario d’apertura

10.00 - 12.00, 14.00 - 16.30

 

Visite guidate ogni 15 minuti

Ore 12.00 e ore 16.30
inizio ultima visita

 

Visite guidate

Dal 20 marzo fino al 31 ottobre

 

Giorno di riposo

Lunedì, salvo giorni festivi

Informazioni
E-Mail info@castelcoira.com
Telefono +39 0473 615 241
Fax +39 0473 615 113

Indirizzo
Castel Coira 1
I-39020 Sluderno

Forte di Fortezza

Il Forte di Fortezza in Valle Isarco è un ingegnoso e invalicabile edificio militare voluto dall’Imperatore Ferdinando d’Austria. In origine era stato realizzato come importante punto di controllo tra nord e sud.

Chiamato il Baluardo dall’Imperatore Francesco I, il Forte di Fortezza (costruito nel XIX secolo) è un vero e proprio labirinto di edifici, corridoi e scale che coprono una superficie di ben 65 mila metri quadrati. Rappresenta un vero esempio di ingegneria civile. Il forte è composto da tre grandi complessi: il Forte Basso, il Forte Medio e il Forte Alto, realizzati in grossi blocchi di granito in stile neoclassico. Degno di nota è il Forte Alto, pensato come luogo di rifugio, che è collegato al complesso di base da uno spettacolare tunnel con una scalinata di 451 gradini. Splendida è anche l’elegante chiesetta neogotica nel grande cortile.

La fortezza in realtà non è mai stata completata, in passato venne utilizzata come polveriera ma non fu mai teatro di scontri e battaglie. Oggi, dopo un accurata ristrutturazione, l’edificio è stato trasformato in museo a cielo aperto dove è possibile partecipare a mostre, visite guidate e varie manifestazioni.

Orari d’apertura
Accessibile solo con visita guidata

 

Informazioni
Associazione Oppidum
Fortezza
39045 Fortezza
Tel.: +39 393 9348503

www.franzensfeste-fortezza.it

Castel d'Appiano

Il Castello Hocheppan, chiamato anche Castel d’Appiano, sorge in una posizione strategica sopra l’abitato di Appiano a pochi chilometri da Bolzano. È uno dei più importanti manieri dell’Alto Adige, sia per il suo passato storico che per i suoi tesori artistici.

Costruito tra il 1125 e il 1130, in breve tempo Castel d’Appiano diventa una delle più potenti roccaforti di tutta la regione. Il carattere di maniero viene dato dalla torre pentagonale, unica nel suo genere, che sovrasta il castello. Splendidi sono anche gli affreschi nella cappella che risalgono al primo decennio del XIII secolo, in cui vengono illustrate immagini di tradizione locale, tra cui le “mangiatrici di canederli”.

Dopo un lungo e meticoloso restauro il castello è a disposizione degli escursionisti e degli amanti dell’arte. Guide esperte vi accompagneranno a visitare gli splendidi cicli di affreschi della cappella romanica e stuzzicheranno la vostra curiosità con aneddoti interessanti riguardanti la storia castello. Dopo la visita al maniero vi attende il punto di ristoro e un giardino con una vista mozzafiato sull’intera vallata.

Orari d’apertura 2012:
15 marzo - 4 novembre
ogni giorno dalle 10 alle 18
giorno di riposo mercoledì

Visite guidate nella cappella:
ogni giorno dalle ore 10.30 - 17.00
mercoledì giorno di riposo

Ulteriori informazioni:
Castel d’Appiano
Tel. +39 0471 636081
info@hocheppan.com

Castello di Salorno

Fascino e mistero al Castello di Salorno, protanista di una fiaba dei fratelli Grimm. Eretto su di un'altura domina la Bassa Atesina. Raggiungibile a piedi, ospita eventi e manifestazioni culturali.

Il Castello di Haderburg, chiamato anche Castello di Salorno, risale all’epoca medioevale e sorge su di uno sperone roccioso che domina l’omonimo paese nella Bassa Atesina. Il forte è uno dei monumenti più importanti della regione, tanto che la sua bellezza e il suo fascino hanno conquistato anche i famosi fratelli Grimm, che nella loro saga “la vecchia cantina di vini vicino a Salorno”, ambientano la loro storia proprio tra queste rovine.

Il castello fu commissionato dai conti di Salorno nel XIII secolo, cambiò diversi proprietari nel corso degli anni, fino a quando nel XVII secolo fu acquistato dalla famiglia Conti Zenobio – Albrizzi. L’attuale proprietario il Barone Albrizzi, con l’aiuto della Provincia di Bolzano ha realizzato la consolidazione e il restauro dell’intera struttura.
Molto suggestiva la posizione del castello di Salorno, costruito su due speroni di roccia collegati da un ponte levatoio: un’ottima postazione difensiva e di difficile accesso. Il maniero oggi è raggiungibile in venti minuti a piedi tramite un ripido percorso lungo 890mt, che porta il nome di “sentiero dei visioni”. La fortezza al suo interno ospita anche vari eventi culturali e manifestazioni.

Orari d’apertura:
aprile - ottobre
venerdì, sabato e domenica: dalle ore 10.00 - 20.00

Gruppi con più di 15 persone possono visitare il castello anche in altri giorni solo su prenotazione al numero +39 334 2516694.

Castel Presule

Castel Presule sull'Altopiano dello Sciliar è un castello ben conservato. Da vedere al suo interno la sala dei pilastri, i grandi saloni, le scale a chiocciola e la cappella.

Il Castel Presule si trova sul magnifico altopiano dello Sciliar, nel cuore delle Dolomiti. Il castello è ben conservato in stile rinascimentale. Uno degli aspetti più interessanti che troverete all’interno è la collezione delle armi nella sala dei pilastri, proveniente dalle battaglie di Solferino e Custoza. Senza dimenticare i maestosi saloni principeschi, le inebrianti scale a chiocciola e la cappella dedicata a Sant’Anna.

Il castello risale all’epoca di Massimiliano attorno al 1500, ma si pensa che venne eretto ben prima, intorno al 1200 dai signori di Fiè. Nel 1517 il castello fu restaurato con le tecniche più moderne di quel tempo da Leonardo Fiè, ne è testimonianza l’iscrizione sopra il portale esterno. Il forte cambiò molteplici proprietari, fino al 1978 quando un gruppo di interessati comprò il castello e fondo il “Kuratorium Schloss Prösels”.

Dopo svariati lavori di ristrutturazione Castel Presule nel 1982 venne aperto al pubblico, ed oggi presso di esso hanno luogo varie manifestazioni, come per esempio concerti, mostre, opere teatrali e visite guidate.

Orari d’apertura:
Il castello può essere visitato ogni giorno (escluso sabato), solo con visita guidata!
Informazioni al numero telefonico: +39 0471 601062

Ulteriori informazioni:
Castel Presule
Presule, 21 - Fiè allo Sciliar
Tel.: +39 0471 601062
info@schloss-proesels.it

Castel Roncolo

Castel Roncolo, è detto anche il maniero illustrato per i suoi affreschi. Usato fin dai romani come fortezza, ospita oggi mostre ed eventi.

Castel Roncolo si erge su uno sperone di porfido all’ingresso della Val Sarentino a picco sul torrente Talvera. Utilizzato sempre come residenza, il castello è stato più volte ampliato e restaurato mantenendo intatto il suo carattere medioevale. Il maniero è conosciuto per l’esteso ciclo di affreschi raffiguranti gli aspetti della vita e della cultura cortese, che gli valgono il soprannome di “Maniero Illustrato”.

Castel Roncolo, costruito nel 1237, godeva di una posizione strategicamente favorevole in quanto permetteva di controllare la strada che da Bolzano attraversava, verso nord la Val Sarentino. Per la sua strategica posizione fu utilizzata già dai romani come fortezza. Sulle rovine dell’antico baluardo, fu fatto costruire dai signori di Vanga l’attuale castello. Il palazzo era dotato inoltre di servizi igienici e di una cisterna per l’acqua piovana. 

Il palazzo era inoltre dotato di comodità moderne, come i servizi igienici e una cisterna per raccogliere l’acqua piovana.

Oggi il Castel Roncolo in Val Sarentino, nelle sue sale e nella splendida corte ospita manifestazioni culturali e mostre, oltre che interessanti visite guidate agli splendidi affreschi.

Orari d’apertura
Dal martedì alla domenica
dalle ore 10:00 alle 18:00 (ultima entrata ore 17:30)
Il 24/12, 25/12, 31/12 e il 01/01 il castello rimarrà chiuso

Visite guidate
Ogni giorno alle ore 16:00 guida al castello in lingua italiana

Ulteriori informazioni:
Castel Roncolo
Sent. Imp. Francesco Giuseppe - Bolzano
Tel.: +39 0471 329808
runkelstein@runkelstein.info

La Torre Fröhlich

La Torre di Fröhlich di Malles, è uno splendido esempio di torre romana ed è tutto ciò che rimane di un antico castello medievale. Situata nel paese di Malles, regala un scorcio sull’Alta Val Venosta.

Se raggiungete la splendida Torre di Fröhlich, vi accorgerete quanto sia fantastico il panorama sull’Alta Val Venosta. Questa imponente e rotonda torre romana è tutto ciò che rimane del castello medievale dei Fröhlich fondato verso la fine del XII secolo, in quanto nel 1799 a seguito dell’incendio della chiesa parrocchiale le pietre del castello vennero utilizzate per ricostruire l’antica basilica.

Pochi sono i documenti che parlano di questo castello dell’Alta Val Venosta, uno di essi però è il diario della seconda moglie dell’Imperatore Massimiliano. Descrive minuziosamente alcune stanze del maniero, in particolare parla di quattro “stube” – salotti tirolesi – dotati ciascuna di stufa, un lusso a quei tempi.

La torre di Fröhlich, unica superstite dell’intera fortezza è diventata il simbolo del piccolo paesino di Malles, con i suoi 33 metri di altezza e i suoi 164 gradini è un luogo ideale per fare una splendida passeggiata godendosi il magnifico panorama della valle sottostante.

Castello Principesco

Antica residenza di nobiliare, il Castello Principesco di Merano è oggi sede di un museo, ricco di affreschi ed oggetti antichi.

Il Castello Principesco si trova ai piedi del Monte Benedetto nel centro di Merano, voluto dall’Arciduca Sigismondo d’Austria venne sempre utilizzato come residenza o sede amministrativa di conti e imperatori, mentre oggi è un bellissimo museo.

Il palazzo è stato costruito attorno al 1470, composto da un gruppo di edifici, in tempi passati venne sempre visto come luogo “residenziale” e non come fortezza difensiva. Caduto quasi completamente in rovina, nel 1875 il castello venne acquistato dal comune di Merano, ristrutturato e aperto al pubblico. Con le sue camere nuziali, le sue originali “stuben” - stufe di maiolica - e gli affreschi, il palazzo vi offre la possibilità di rivivere i fasti di un’epoca da tempo tramontata. Il castello espone anche una preziosa collezione di armi e di strumenti musicali del XVI secolo. Gran parte dell’arredamento all’interno delle antiche mura risale al periodo gotico e rinascimentale. Inoltre è possibile visitare una graziosa cappella decorata con interessanti affreschi.

Orari d’apertura:
aperto da marzo alla 1° domenica di gennaio
martedì - sabato: dalle ore 10.00 - 17.00
domenica e giorni festivi: dalle ore 10.00 - 13.00
Giorno di riposo: lunedì

Ulteriori informazioni:
Castello Principesco
Via Galilei - Merano
Tel.: +39 329 0186390

Castel Rodengo

Il Castel Rodengo è una fortezza medioevale costruita nei pressi della piccola località di Rodengo in Valle Isarco: è una delle più grandi roccaforti dell’epoca e colpisce il visitatore per la sua impressionante bellezza.

La rocca medievale di Rodengo fu eretta nel 1140 su di uno sperone roccioso sopra la gola del Rienza, venne ampliata nel XVI secolo, affermandosi così uno dei più imponenti castelli dell’Alto Adige. Oggi il castello è in ottime condizioni, al suo interno è stato allestito un museo aperto da marzo ad ottobre, mentre una parte del palazzo è ancora abitata. Splendidi sono gli arredi che si trovano all’interno delle sale, pare che risalgano al periodo tardorinascimentale.

Il castello di Rodengo è famoso soprattutto per i suoi affreschi, che furono scoperti nel 1972 considerati uno dei primi esempi artistici medioevali d’Europa e la splendida cappella dedicata a San Michele.

Sia il paese di Rodengo che la fortezza sono situati in una particolare posizione che gode di un panorama mozzafiato ed è possibile raggiungerli da una strada panoramica costantemente soleggiata.

Orari d’apertura:
Orario: 1° maggio al 15 ottobre
Visite guidate: ore 11 e 15, nel periodo dal 15 luglio al 31 agosto un’ulteriore visita guidata alle ore 16
Giorno di riposo sabato
Gruppi di almeno 15 persone è richiesta la prenotazione

Ulteriori informazioni:
Tel. +39 0472 454056

Castello di Brunico

Dall’alto di una collina, il castello domina la città di Brunico. Antica residenza vescovile, è oggi sede del quinto museo di Reinhold Messner.

Il Castello di Brunico si erge sopra una collina nel centro storico della città. Costruito come residenza vescovile, subì numerose trasformazioni e ampliamenti strutturali nel corso della storia. Fino ad ospitare nel luglio 2011 il quinto Museo di Reinhold Messner, chiamato Museo Ripa, dedicato a diversi popoli della montagna.

Il maniero fu fondato nel 1251 dal vescovo di Bressanone per proteggere i propri possedimenti nella Val Pusteria, ponendo in questo modo la prima pietra per la fondazione della città. Infatti Brunico fu costruita dopo il castello, nella seconda metà del XIII secolo.

Il castello di Brunico oggi è facilmente accessibile con una passeggiata che conduce sulla collina sopra la città.  Per entrare nel castello, oggi museo di Reinhold Messner, si passa attraverso il ponte meridionale, accessibile un tempo grazie ad un ponte lavatoio. All’interno il castello è composto da un cortile dal quale svetta una torre circolare, mentre attraverso una scala  si raggiungono gli ambienti superiori, dove si trovano alcune stanze vescovili e una piccola cappella.

Il Museo Ripa allestito in un’ala del castello di Brunico, è interamente dedicato ai popoli della montagna dell’Asia, dell’Africa, dell’America del Sud e dell’Europa, e alle loro differenti culture e religioni.

Orari d’apertura:
Dalla 2° domenica di maggio fino al 1° novembre
dall'8 dicembre alla 4° domenica di marzo:
ore 10–18 (ultimo ingresso alle ore 17) martedì chiuso
chiuso il 25 e 26 dicembre

Ulteriori informazioni:
Tel.: +39 0474 555722
info@bruneck.com

Castel Tirolo

Il Castel Tirolo a Merano, voluto dai Conti del Tirolo è il più importante maniero di tutto l’Alto Adige e, si può dire, dell’intera regione alla quale la famiglia gentilizia ha dato il nome. Oggi ospita il Museo storico – culturale della Provincia di Bolzano.

Castel Tirolo si erge su di una zolla morenica sopra la conca di Merano, sull’imboccatura della Val Venosta e sulla Val d’Adige. La fortezza fu costruita nel XII secolo, probabilmente su strutture precedenti, in quella che fu una delle posizioni più strategiche per il controllo del passaggio di truppe e convogli. Lo splendido muro di cinta, rientra tra le più antiche e ben conservate mura che oggi si possono ancora ammirare.

Nel 1919 il castello divenne proprietà della provincia, e dopo una lunga ristrutturazione nel 2003 venne aperto il museo storico – culturale della Provincia di Bolzano, dove sono conservati oggetti della storia del Tirolo fino ai giorni nostri, i portali romanici del palazzo e della cappella con affreschi del XIII secolo. All’interno della cappella si possono inoltre ammirare i più antichi dipinti su vetro del Tirolo.

Orari d’apertura 2012:
Dal 13 marzo all’ 9 dicembre 2012
dalle ore 10.00 alle ore 17.00 con orario continuato
dal 1° al 31 agosto fino alle ore 18.00
Giorno di chiusura settimanale: Lunedì
aperto il 9 aprile (lunedì di Pasqua)

Ulteriori informazioni:
Castel Tirolo
Via del Castello, 24 - Tirolo
Tel.: +39 0473 220221
info@schlosstirol.it

Castel Monguelfo

Castel Monguelfo in Val Pusteria, è il più antico della valle. Dopo un lungo restauro è oggi accessibile con una breve passeggiata. Ospita eventi culturali in genere.

Il Castel Monguelfo, eretto all’imbocco della Val di Casies nel paesino di Monguelfo, è il castello più antico della Val Pusteria. In particolare, la sua parte più storica è l’altissima torre, che fu costruita già nel 1126. Ogni anno attira un cospicuo numero di visitatori, richiamati dalla sua imponente mole che domina la vallata.

Castel Monguelfo chiamato anche Welsperg sorge sulle rocce ripide e alberate che scendono a strapiombo nella vallata. Nel periodo romanico venne costruita la parte principale del castello, il mastio, che trovandosi nel punto più alto del complesso permette una larga visuale su tutto il villaggio. In epoca gotica e in quella rinascimentale la fortezza venne allargata con un edificio di servizio e una piccola cappella romanica, ma un incendio nel 1765 la distrusse quasi totalmente. Ne seguì un lungo abbandono fino ai giorni nostri, quando vasti interventi di restauro hanno reso l’edificio accessibile al pubblico. Ora il castello ospita concerti, mostre d’arte contemporanea, eventi e manifestazioni.

Castel Monguelfo è raggiungibile tramite una graziosa passeggiata di dieci minuti, con partenza dal centro del paese. Il sentiero affiancato dai verdi prati e dai freschi boschi conduce direttamente all’ingresso del maniero.

Orari d’apertura:
01.07. - 11.09.
lunedì a venerdì dalle ore 10.00 - 13.00 e dalle ore 15.00 - 18.00
sabato chiuso
domenica dalle ore 15.00 - 18.00

12.09. - 23.09.
lunedì a venerdì dalle ore 15.00 - 17.00
sabato e domenica chiuso

Ulteriori informazioni:
Associazione turistica Monguelfo
Tel. +39 0474 944118
info@welsberg.com

 

Castel Scena

Castel Scena si trova su un’altura da dove ammirare Scena e Merano. Piccolo gioiello architettonico, è oggi aperto al pubblico. Da visitare anche il Mausoleo.

Il Castel Scena svetta imponente nel centro dell’omonimo paese, da qui è possibile ammirare un panorama spettacolare su Scena e su Merano con il suo meraviglioso circondario. Al suo interno è possibile osservare piccoli gioielli architettonici e artistici che vi faranno rivivere passo a passo la storia di questa splendido maniero. Poco distante, il Mausoleo dove riposano l’arciduca Giovanni e la sua famiglia.

Il castello fu costruito sui resti di un antica rocca romana, dal conte Petermann Von Schenna nel 1450, nei secoli seguenti il palazzo cambiò parecchi proprietari che lo ampliarono e lo trasformarono a seconda dei propri gusti. L’imponente costruzione è accessibile attraverso un ponte che porta al grande portone d’ingresso e poi nel romantico cortile interno. Affianco al castello si trova anche un mausoleo in stile gotico, dove sono sepolti i precedenti proprietari, l’arciduca Giovanni d’Asburgo con la sua famiglia.

Oggi la fortezza è aperta al pubblico, è possibile visitare gli splendidi saloni rinascimentali, ammirare mobili ed oggetti antichi, quadri di artisti famosi e un’esemplare collezione di armi risalenti al XII e XIV secolo.

Orari d’apertura Castel Scena:
Settimana di Pasqua fino a Ognissanti (solo con visita guidata)
ore 10.30 / 11.30 / 14 / 15
Giorno di riposo: Domenica

Orari d’apertura Mausoleo:
Settimana di Pasqua fino a Ognissanti
giornaliero dalle ore 10.00 - 11.30 e dalle ore 15.00 - 16.30
Giorno di riposo: Domenica

Ulteriori informazioni:
Castel Scena
Via al Castello 14 - Scena
Tel. +39 0473 945630
info@schloss-schenna.com

 

Castel Forte

Castel Forte domina il paese di Ponte Gardena. Possente maniero altoatesino è stato ristrutturato ed oggi è aperto al pubblico. Raggiungibile sia a piedi che in macchina, è sede del Museo dei Castelli dell’Alto Adige. 

Castel Forte chiamato anche Castel Trotsburg sorge presso Ponte Gardena in Valle Isarco, ed è uno dei più grandi complessi fortificati dell’Alto Adige.  Ampliato e ristrutturato più volte, è oggi sede del Museo dei Castelli dell’Alto Adige.

Castel Forte venne menzionato per la prima volta in alcuni documenti storici nel 1173, come sede di un signore discendente dai nobili di Castelrotto. Attraverso le varie epoche cambiò diversi proprietari che lo ampliarono e ristrutturarono a seconda del proprio gusto e stile. Dopo esser stato per 600 anni di proprietà dei conti Wolkenstein, la fortezza fu acquistata dal Südtiroler Burgeninstitut, che la ristrutturò e l’aprì al pubblico.

Il maniero offre al visitatore degli splendidi interni: pregevoli sono la Stube Gotica con la sua volta trilobata, gli affreschi tardogotici e le decorazioni della cappella, quest’ultima si può considerare una delle più belle sale rinascimentali della regione. Il Südtiroler Burgeninstitut in un ala del Castel Forte ospita il Museo dei Castelli dell’Alto Adige.

La fortezza è facilmente raggiungibile a piedi partendo da Ponte Gardena attraverso il sentiero medievale dei cavalieri, che inizia dalla chiesa parrocchiale del paese e passando per Castel Forte porta a Tagusa e sull’altopiano di Castelrotto. Oppure in macchina, con comoda strada asfaltata.

Orari d’apertura:
Giovedì Santo - fine giugno: ore 11.00, 14.00 e 15.00
Luglio - agosto: ore 10.00, 11.00, 14.00, 15.00 e 16.00
Settembre - fine ottobre: ore 11.00, 14.00 e 15.00

Per gruppi è consigliabile prenotare.

Ulteriori informazioni:
Castel Forte
Via Burgfrieden, 22 - Ponte Gardena
Tel.: +39 0471 654401
info@burgeninstitut.com

 

Castel Corba

Il Castel Corba, è un bellissimo castello medioevale, sorge su di un altura sopra la frazione di Missiano nel comune di Appiano e dispone di un bellissimo panorama su tutta la vallata sottostante.

Acquistato dalla famiglia Dellago nei primi anni del ‘900, oggi la splendida fortezza di Castel Corba è stata trasformata in un’azienda agricola e l’interno del palazzo è stato tramutato in un ristorante rinomato e in un lussuoso hotel.

Castel Corba è stato costruito nella stessa epoca del vicino Castel Boymont, verso il 1236 dalla famiglia Korb, in seguito la proprietà passò come feudo a diverse famiglie nobiliari che ne modificarono leggermente la struttura. Nato come una piccola rocca con torre quadrangolare, suddiviso in 5 piani, fu successivamente ampliato con edifici in stile romanico.

Il castello merita sicuramente una visita innanzitutto per l’ottimo ristorante che si trova all’interno con una cantina fornita di vini pregiati e per le romantiche camere dell’hotel.
Ė facilmente raggiungibile  con la passeggiata “ai 3 castelli di Appiano” che permette di visitare oltre a Castel Corba, anche Castel Boymont e Castel d’Appiano. 

Informazioni:

Castel Corba
Famiglia Dellago
Via Castel d’Appiano, 5 
39050 Missiano/Appiano (BZ)

Tel. +39 0471 636000
Cell: +39 333 1503760
Fax: +39 0471 636033
info@schloss-hotel-korb.com

 

Castel Cornedo

Il Castel Cornedo si erge su di uno sperone roccioso di controllo sulla Val d’Ega, sopra Cardano, ed è da secoli il simbolo del comune di Cornedo. Il grandissimo maniero medioevale offre splendide vedute su tutta la valle sottostante.

Castel Cornedo fu costruito verso la fine del XIII secolo per volere dei Signori Grafenstein, nei secoli successivi il maniero cambiò vari proprietari fino ad essere acquistato dalla famiglia von Malaisè. Il castello è composto da un mastio, una torre abitabile, un palazzo e una splendida cappella dove si sono conservati vari affreschi trecenteschi dedicati a Sant’Anna. Pittoresco è anche il cortile con il pozzo, la scalinata, la loggia a due piani e le mura di cinta ornate da merli a coda di rondine.

La rocca è sempre rimasta chiusa al pubblico fino alla primavera del 2006, quando i proprietari hanno deciso di aprirla parzialmente ai visitatori, che vi possono accedere con visita guidata su richiesta.

Orari d’apertura:

Ogni venerdì dei mesi di aprile, maggio, giugno, settembre ed ottobre, alle ore 15:00 e alle ore 16:30

Informazioni:

Prenotazione telefonica entro giovedì a mezzogiorno presso la segreteria del Comune di Cornedo, contattare:
Signora Carmen Zelger
Tel. 0471 361314
Fax 0471 361399
Email: carmen.karneid@gvcc.net

Castel Gardena

Il Castel Gardena è un romantico castello rinascimentale che sorge ai piedi del Sassolungo a Santa Cristina in Val Gardena, circondato da folti boschi e da dolci prati verdi.

Il nome originario di Castel Gardena sarebbe Castel Fischburg, che significa “castello della pesca”. Il nome deriva dai numerosi laghetti che circondano la tenuta, fatti scavare appositamente dal proprietario per allevare trote, che egli si dilettava a pescare.

Il palazzo rinascimentale venne eretto come edificio residenziale e di caccia nel 1641 dai conti Wolkenstein, anche se per la sua struttura fortificata e massiccia sembra un vero e proprio castello medioevale. Fino al XVIII secolo il maniero venne utilizzato come sede del tribunale di Selva, poi la famiglia Trostburg che era la proprietaria all’epoca cadde in fallimento e cominciò a mettere i beni all’asta; poco dopo il castello venne dato in dono al comune di Selva e Santa Cristina ormai completamente in rovina.

Attualmente Castel Gardena appartiene alla famiglia Barone Andrea Franchetti, che lo abita soprattutto nel periodo estivo. Il maniero non è visitabile all’interno, ma in estate in occasione del Valgardenamusika si organizzano nel suo cortile vari concerti aperti al pubblico.

Castello di Neumelans

A Campo Tures si trova il castello di Neumelans, antica residenza ancora oggi ben conservata. Visitabile solo dall'esterno, il castello è ricco di particolari rinascimentali.

Il Castello di Neumelans si erge a Campo Tures, più che un castello è un edificio residenziale  legato alla storia del Castel Taufers che si trova nelle immediate vicinanze. Il palazzo è ancora ben conservato, costruito seguendo le rigide proporzioni dello stile rinascimentale.

Commissionato dal giudice di Tures che desiderava la creazione di un tribunale, il Castello di Neumelans fu realizzato in soli 12 mesi. Il castello è composto: da quattro torri angolari, da file di finestre geometriche con iscrizioni dell’anno di costruzione, 1584, nonché da magnifiche stanze e soffitti a cassettoni. Inoltre al piano terra troviamo una grande sala voltata.
Anche gli arredi rinascimentali sono splendidi, di particolare interesse sono anche una stufa in maiolica che risale al Seicento con lo stemma della famiglia, e una scultura lignea all’interno della cappella.
Nel 1982 il castello fu sottoposto a lavori di recupero, oggi è proprietà privata e non è aperto al pubblico.

Castel Wolfsthurn

Il Castel Wolfsthurn è uno splendido castello barocco che spicca dalla collina che sovrasta Mareta, all’inizio della Val Ridanna in Tirolo. Questo magnifico palazzo è aperto al pubblico ed in diverse sale ospita dal 1996 il Museo provinciale della Caccia e della Pesca.

In perfetto stile barocco, Castel Wolfsthurn è stato costruito tenendo conto dei giorni dell’anno: si caratterizza infatti per 365 finestre, 52 porte, 12 torri e 4 portoni. Il suo interno rispecchia la vita nobile di un tempo: sale sfarzose, mobili, dipinti e tappezzeria originali.

Castel Wolfsthurn è stato suddiviso in tre sezioni: il primo piano è dedicato alla caccia e alla pesca; al secondo piano si trovano le sontuose sale che raccontano la storia del palazzo, con gli arredi ancora intatti e nel piano interrato i più piccoli possono scoprire in maniera ludica l’affascinante mondo animale.

E’ possibile raggiungere il castello anche tramite un semplice e ben agibile sentiero che si snoda per circa 1 km dal paese di Mareta. Il tracciato è dedicato al bosco e all’acqua e lungo il percorso si costeggia una piccola riserva di daini.

Orari d’apertura:

1 Aprile - 15 Novembre, martedì - sabato ore 10.00-17.00, giorni festivi ore 13.00-17.00, ultimo ingresso ore 16.30.
Giorno di riposo: lunedì.

Informazioni:

Museo Provinciale della caccia e della pesca Castel Wolfsthurn
Kirchdorf 25 - I-39040 Mareta
Tel. +39 0472 758121 - Fax +39 0472 758121

Castel Romano

Castel Romano a Pieve di Bono fa spiccare l'imponente torre rettangolare tra le mura ferite da storiche rappresaglie. Eretto nel  XII secolo a dominio di tutta la vallata, cadde in decadimento  dopo che i Lodron trasferirono il loro potere in altre zone del Trentino. Attualmente è visitabile.

Le rovine del castello medioevale si trovano a Pieve di Bono, località della Valle del Chiese.
Costruito nel 1235 sul dosso di Sant'Antonio, a controllo della via di comunicazione tra il Bresciano e le Giudicarie, appartenne prima agli Appiano e poi ai Signori di Arco.
Nel XVI secolo passò definitivamente ai conti Lodron che fecero edificare intorno alla struttura principale i palazzi rinascimentali.
Saccheggiato nel 1848 dai Corpi Franchi, occupato nel 1866 dalle truppe garibaldine e colpito durante gli scontri armati della Prima Guerra Mondiale, Castel Romano cadde, infine, in rovina.
Avviati da qualche anno i lavori di recupero e ristrutturazione dell'antico maniero, sono stati rinvenuti numerosi suppellettili e reperti e alcuni frammenti di intonaco affrescato che hanno rivelato la presenza di opere pittoriche risalenti al XV secolo.

Orari:
Aperto tutto l’anno.
Visitabile previa prenotazione presso gli uffici comunali.

Per informazioni:
Ruderi di Castel Romano
Pieve di Bono, Loc. Creto
Tel. 0465 674001 (municipio)

ConsorzioTuristico Valle del Chiese
Fraz Cologna, 99
38085 Pieve di Bono, Italy
Tel: +39 (0465) 901217
Fax: +39 (0465) 900334
E-mail: info@visitchiese.it

Palazzo Pretorio e Torre Civica

Entrambi situati nella bella Piazza Duomo di Trento, il palazzo duecentesco ospita oggi il Museo Diocesano Tridentino, mentre la Torre Civica custodisce la famosa campana della Renga che un tempo convocava i cittadini “all’Arengo”, cioè alla pubblica assemblea.

Il Palazzo Pretorio e la vicina Torre Civica si trovano in Piazza Duomo a Trento.

Edificato nel 1220 da maestri lombardi in stile romanico, l’elegante palazzo fu residenza vescovile sino alla metà del XIII secolo, ma anche sede del Comune, del Podestà e del Tribunale. Oggi ospita al suo interno il Museo Diocesano Tridentino.
La struttura, a base quadrangolare, sorge sui resti delle chiese di San Giovanni Battista e San Biagio ed è caratterizzata da merlature ghibelline e da una facciata con decorazioni di trifore e bifore.

La Torre Civica, in origine, rappresentava il mastio di Palazzo Pretorio e si presentava più basso e massiccio rispetto all’attuale.
Fu eretta poco prima dell’anno Mille e venne innalzata svariate volte, fino a raggiungere l’aspetto odierno: la cima di forma scalare, ad esempio, un tempo era ornata di merli ghibellini, come la raffigura un acquerello del Dürer del XV secolo.
Dentro la torre è situata la campana della Renga che chiamava alle pubbliche assemblee e alle condanne a morte compiute poi nella piazza.

Orari visita Torre Civica:
dal 25 febbraio al 9 aprile (escluso giorno di Pasqua) con prenotazione obbligatoria.
Partenze delle visite: alle ore 10.00, 10.45, 11.30, 14.30, 15.15 e 16.00.

Per informazioni:
ApT Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi - Ufficio di Trento Via Manci, 2
tel. 0461.216000
e-mail: informazioni@apt.trento.it

Castel Pergine

Il Castello di Pergine, posto sul colle Tegazzo in Valsugana, fu edificato nel XIII secolo e per lungo tempo appartenne ai duchi d’Austria. Visitabile in parte, un settore del castello è di proprietà privata e ospita un rinomato albergo-ristorante.

L’imponente complesso fortificato sorge sulla collina del Tegazzo, nella località di Pergine Valsugana. In base agli studi il maniero sorgerebbe su un primitivo castelliere, diventato poi insediamento romano, e sarebbe stato in seguito trasformato in castello longobardo.
Edificato nel XIII secolo, appartenne per lungo tempo ai duchi d’Austria, sotto il regno di Margherete Maultasch e, in seguito, dell’imperatore Massimiliano I, per passare infine nel 1531 ai Principi Vescovi di Trento.
Nel Novecento Castel Pergine  fu venduto ad una società tedesca che intraprese un’avventata opera di ristrutturazione e da allora il castello venne adibito ad albergo-ristorante; tuttavia due piani della fortezza sono rimasti sempre aperti ai visitatori.
Nel 1956 Castel Pergine venne acquistato dalla famiglia Oss che ne è l’attuale proprietaria.

Splendido esempio di roccaforte-residenza alpina, il castello è suddiviso in due cinte murarie: il mastio, le torri e le postazioni difensive medioevali e gli edifici residenziali rinascimentali. Di particolare interesse architettonico, nell’androne d’ingresso, è il pilastro a ottagonale che sostiene il soffitto a volte; inoltre meritano una visita: la Camera del camino (nella quale secondo leggende popolari sarebbe apparsa una fantomatica dama bianca), la Sala del trono e la Cappella di Sant’Andrea.
Al secondo piano le cinque sale ed il giardino sono utilizzati per esposizioni.

Aperto:
da aprile a novembre

Chiuso :
chiuso il lunedì fino alle ore 17:00

Per informazioni:
Castel Pergine
Via al castello 10
I-38057 Pergine Valsugana
Telefono: +39 0461 53 11 58
Fax: +39 0461 53 13 29
e-mail: verena@castelpergine.it
Castel Pergine - Valsuganacasella PEC: castelpergine@legalmail.it

Palazzo Someda

Splendido palazzo cinquecentesco eretto dalla facoltosa famiglia Someda, presta oggi le proprie sale e il giardino per lo svolgimento di manifestazioni culturali, mostre e concerti. Nei pressi dell’edifico si trova un osservatorio astronomico solare.

Palazzo Someda è una splendida magione rinascimentale situata nel comune di Transacqua nella Valle di Primiero che oggi ospita mostre, concerti ed eventi culturali.
L’edificio fu costruito nel 1590 per volere di Giovanni Someda, ricco commerciante di nobile stirpe, che desiderava dare alla propria famiglia un’abitazione degna del suo ceto; alla fine del Settecento la costruzione fu ristrutturata e trasformata da palazzo fortificato ad elegante villa veneta.
La struttura del palazzo è a pianta quadrangolare ed occupa una superficie di 500 mq; al pianterreno è presente una cappella decorata con stucchi dorati e dotata di una copia fotografica della pala settecentesca, trafugata nel 1973, raffigurante San Vincenzo da Paola.
Tra le ampie sale ad archi si distingue la sala dei ricevimenti, la cosiddetta “stanza degli stucchi”, caratterizzata da decori e stucchi settecenteschi.
Le condizioni di Palazzo Someda non sono state ancor oggi del tutto ottimizzate, nonostante da qualche tempo sia in atto un’azione di recupero su iniziativa privata.
Presso il palazzo è presente un osservatorio astronomico solare con due telescopi di diversa potenza.

Orari:
per orari e modalità di visita contattare il comune di Transacqua al numero 0439762097

Per informazioni:
Palazzo Someda
via Clarofonte, 12
38054 Transacqua
Trento, Italia
e-mail: organizzazione@palazzosomeda.it

Palazzo Nero

Così denominato forse a causa delle mura annerite dagli incendi del Quattrocento, il Palazzo Nero è noto in tutta la vallata per il rogo delle streghe del 1614, compiutosi nella piazza di fronte all’edificio. Costruito nel XV secolo presenta all’interno la splendida Sala del Giudizio. Oggi è un’abitazione privata.

Il Palazzo Nero si trova nei pressi del centro di Coredo, in Val di Non. Il suo nome probabilmente si riferisce al colore nerastro delle pareti lasciato dagli incendi appiccati nel Quattrocento dai contadini in rivolta; l’edificio tuttavia è noto per il processo per stregoneria svoltosi al suo interno tra il 1614 e il 1615, che condannò alcune donne al rogo nella pubblica piazza.

Il palazzo venne eretto nel XV secolo su ordine del principe vescovo Giorgio II Hack e per molto tempo costituì un’importante sede giurisdizionale.
Caratterizzato da una struttura esterna massiccia, all’interno ospita la famosa Sala del Giudizio con affreschi gotici riportati alla luce nel Novecento, tra cui si distingue il pregevole ciclo della Storia di Santa Genoveffa, regina di Francia accusata ingiustamente di adulterio.
Attualmente Palazzo Nero è di proprietà privata.

Per informazioni:
Apt Val di Non – Coredo
tel. 0463-536499
fax. (0463) 536499
e-mail: info.coredo@visitvaldinon.it

Castel Noarna

Situato a Noarna di Nogaredo in Vallagarina, il castello possiede oggi una rinomata cantina di vini. Trasformato da fortezza ad uso difensivo a residenza gentilizia dalla famiglia dei Lodron, Castel Noarna fu il luogo in cui si svolse un famigerato processo alle streghe. Visitabile.

Il castello si trova a Noarna di Nogaredo e possiede una cantina di circa 35.000 bottiglie di vino.
Sorto nell’XI secolo a dominio della Vallagarina, nel 1486 il fortilizio venne sottratto ai Castelbarco dalla famiglia dei Lodron, che lo trasformarono in un’elegante dimora signorile.
Vennero infatti realizzati nuovi locali residenziali, la bellissima Cappella di S. Ruperto, su progetto dell’architetto Solari, e affrescati la scala principale e il giardino d’inverno.
Nel 1647 al castello si svolse il processo alle streghe di Nogaredo che si concluse con la condanna alla decapitazione e al rogo di cinque donne della valle.
Dopo il 1876 fu utilizzato solo come residenza estiva, fino al suo definitivo abbandono sul finire del secolo.

Il maniero è caratterizzata dal mastio, risalente al XIII secolo, composto dalla torre merlata, due settori di guardia e le prigioni. Nelle mura di epoca rinascimentale che circondano Castel Noarna, si notano archi a tutto sesto in pietra rossa di origine medioevale. Dal cortile si accede alla Cappella, decorata con ammirevoli affreschi di putti, festoni, stemmi nobiliari, scene agresti ed episodi mitologici.

Orario:
giugno - settembre: sabato e domenica dalle 10:00 alle12:30 e dalle 15:00 alle 18:30.

Per informazioni:
Castel Noarna
Via Castelnuovo, 19
38060 Nogaredo (TN)
tel. +39 0464 413295
fax +39 0464 439644
info@castelnoarna.com
www.castelnoarna.com

Il Bastione di Riva del Garda

Splendido fortilizio in pietra grigia a dominio della cittadina e del lago, il Bastione di Riva del Garda fu costruito nel XVI secolo. Recentemente restaurato, può essere visitato all’esterno e all’interno.

Si tratta di uno degli emblemi di Riva del Garda: l’imponente Bastione si eleva ai piedi del monte Rocchetta, guardando dall’alto il lago e la cittadina.
Edificato agli inizi del XVI secolo, al termine della dominazione veneziana, nel 1703 il forte fu attaccato e distrutto dall’esercito francese al comando del generale Vendome.
Nel corso dei secoli il Bastione ha perduto l’aspetto originario, ma recenti opere di restauro, seguite dalla Sovrintendenza per i Beni Architettonici della Provincia Autonoma di Trento, hanno contribuito a recuperare e a conservarne le particolarità strutturali.
Si può raggiungere percorrendo la strada che, attraverso la vegetazione, conduce a quasi duecento metri di quota, dove si apre uno splendido panorama sull’Alto Garda.
Le visite al Bastione possono essere effettuate anche all’interno.

Per informazioni:
Ingarda Trentino Azienda per il Turismo S.p.A.
Riva del Garda (TN) - Largo Medaglie d'Oro al Valor Militare, 5
Tel: +39 (0464) 554444
Fax: +39 (0464) 520308
E-mail: info@gardatrentino.it

Rocca di Samoclevo

Le rovine della Rocca di Samoclevo con il possente mastio, dominano dall’alto il sottostante Castello di Caldes. Risalente al XII secolo, nei secoli fu al centro di molti scontri tra Vescovi e nobili che se ne contendevano il possesso. La Rocca venne abbandonata definitivamente nel 1885 ed è oggi di proprietà di una famiglia di Samoclevo.

La Rocca di Samoclevo sorge alle pendici del monte Vesa, a 983 mt di quota, in Val di Sole.
Il nucleo principale fu costruito in un periodo antecedente al 1200 con scopi di controllo sulla vallata sottostante. Oggi ciò che resta della fortificazione medioevale è un mastio quadrangolare merlato, la cinta muraria e i resti della cappella gotica risalenti al Quattrocento.
Contesa tra il Principe Vescovo e i Conti del Tirolo, la Rocca fu residenza dei Caldesio e successivamente passò ai nobili Thun.
Nell’Ottocento alla struttura si addossarono costruzioni rustiche e abitazioni di famiglie contadine.
Ricostruita in parte, la Rocca è attualmente visitabile: si può raggiungere con una passeggiata di mezz’ora lungo il comodo sentiero che parte dal paesino di Samoclevo.

Per informazioni:
Azienda per il Turismo delle Valli di Sole, Pejo e Rabbi
Tel. +39.0463.901280
Fax +39.0463.901563

Castello di Rovereto

Situato nei pressi del torrente Leno, il Castello di Rovereto fu costruito nel XIV secolo e in seguito trasformato dai Veneziani in una grandiosa roccaforte a quattro bastioni. Dopo numerosi interventi di restauro, nel 1921 è divenuta sede del Museo Storico Italiano della Guerra, che conserva centinaia di cimeli, fotografie e testimonianze riguardanti i due conflitti mondiali.

Il Castello di Rovereto, conosciuto anche come Castel Veneto, rappresenta una delle fortificazioni più interessanti e complete dell’arco alpino.
Situato su un rilievo roccioso sulla riva destra del Leno, dal 1921 ospita il Museo Storico Italiano della Guerra, che allestisce mostre temporanee e permanenti sulla storia delle due guerre mondiali.

Il nucleo principale fu eretto nel XIV secolo dai Castelbarco, a simbolo del loro controllo su tutta la Val Lagarina. Nel Quattrocento, passato in mano ai Veneziani, fu trasformato in una potente fortezza militare a pianta poligonale, dotata di cannoni e fossato. In seguito alla sconfitta veneziana subita ad Agnadello nel 1509, il maniero passò agli Asburgo che lo tennero fino alla fine della Prima Guerra Mondiale.

Orari:
gennaio-dicembre: martedì-domenica 10:00-18:00
luglio-settembre: martedì-venerdì 10:00-18:00, sabato e domenica 10:00-19:00
chiuso lunedì non festivi, 24, 25 e 31 dicembre, 1° gennaio

Per informazioni:
Castello di Rovereto
Via Castelbarco, 7
38068 Rovereto (TN)
tel. +39 0464 438100
fax +39 0464 423410
info@museodellaguerra.it
www.museodellaguerra.it

Torre di Pozza di Fassa

La Torre rappresenta l’unico fortilizio rimasto in Val di Fassa, oggi di proprietà privata. Fu eretta alle porte del Seicento dalla nobile famiglia de’ Rossi e utilizzata come abitazione nei secoli successivi.

Si tratta dell’unica costruzione fortificata presente in Val di Fassa, situata su di un’altura soprastante al Torrente Avisio. Antica postazione di controllo sulla vallata, il nucleo principale fu fatto edificare alle soglie del Seicento, dalla nobile famiglia de’ Rossi dalla Val di Non.
Inizialmente era destinata a funzioni militari, fu abitata per poco tempo e poi abbandonata definitivamente dai de' Rossi, i quali furono chiamati a servizio a corte. Il fortilizio fui quindi trasformato in abitazione e passò in proprietà a diverse famiglie della piccola aristocrazia locale.
La Torre, oggi proprietà privata, ha una massiccia struttura quadrangolare, decorata con strette feritoie di diversa forma e coronata da un tetto a spiovente.
L’interno, non visitabile, è caratterizzato da stanze in legno, una delle quali conserva una pregevole stube del Settecento con intarsi.

Per informazioni:
Ufficio Turistico
Piazza Municipio, 2
38036 Pozza di Fassa, Italy
Tel: +39 (0462) 609670
Fax: +39 (0462) 763717
E-mail: infopozza@fassa.com

Forte Dossaccio

Si tratta dell’ex forte militare austroungarico situato a Predazzo sul monte Dossaccio, a quota 1838 metri s.l.m., tra i gruppi montuosi di Bocche e del Lagorai. Il forte faceva parte del grande complesso difensivo austriaco al confine italiano. Raggiungibile da Paneveggio lungo una comoda strada forestale.

Il Forte Dossaccio, situato vicino a Predazzo, nella Val di Fiemme, costituiva il punto cardine del sistema difensivo, tra la Val Travignolo e la Valle San Pellegrino, dalle possibili invasioni dell’esercito italiano.
L’imponente complesso a pianta pentagonale fu realizzato tra il 1890 e il 1895 con conci di porfido e calcestruzzo, su un’ampia area ricavata dallo spianamento dello sperone del monte Dossaccio.
Progettato assieme al vicino Forte Buso, il Forte Dossaccio era protetto da un cofano in calcestruzzo, munito di mitragliatrici, da un profondo fossato frontale e da un reticolato.

Nel corso della Grande Guerra si trovò nelle vicinanze della prima linea del fronte, ma non ebbe mai un ruolo attivo; nel 1915 venne disarmato completamente e adibito a magazzino.
Attualmente di proprietà della Provincia Autonoma di Trento e bene della foresta Demaniale di Paneveggio, dal 2011 sono in corso i lavori per il recupero e la conservazione della struttura.
Dal forte si gode di una splendida vista verso le Pale di San Martino, il Lagorai e il lago di Forte Buso

Visite:
internamente non visitabile.

Come arrivare:
il Forte è raggiungibile da Paneveggio o da Forte Buso con una facile passeggiata su strada forestale.

Salone Hofer

Il Salone Hofer è la sala delle feste del Grand Hotel Des Alpes: un ambiente suggestivo, decorato dai bellissimi dipinti di Gottfried Hofer, dove rivive l’antico legame tra gli Asburgo e Madonna di Campiglio. Attualmente la sala ospita eventi ufficiali.

Il Salone Hofer è’ la sala da pranzo all’interno del Grand Hotel Des Alpes, oggi utilizzata per eventi ufficiali ed istituzionali. Il prestigioso albergo nacque dalla ristrutturazione generale di un antico stabilimento alpino voluta da Franz Josef Österreicher, che acquisì la struttura, appartenuta a Giambattista Righi, nel 1886.
Il salone porta il nome dell’artista che ne decorò le pareti con dipinti in stile liberty, Gottfried Hofer.

All’entrata si trova una grande tela su cui è raffigurata la Madonna con Bambino, omaggiata da alcuni pastorelli locali, sullo sfondo delle Dolomiti di Brenta viste dalle pendici del Monte Spinale.
Il quadro dell’apparizione della Vergine sullo Spinale è particolarmente importante, poiché il titolo fornisce la prima attestazione del nome “Madonna di Campiglio” per questa località.
Sulla parete opposta si possono ammirare i volti della Principessa Sissi e dell’Imperatore Franz Josef, entro due medaglioni dorati decorati con motivi floreali.

Orari:
il salone si può visitare compatibilmente con il programma dell’hotel.

Per informazioni:
Grand Hotel Des Alpes
Madonna di Campiglio
Tel: +39(0039)446238
Tel: +39 0465 447501 ApT Campiglio
Fax: desalpes@igrandiviaggi.it

Castel Pietra

Castel Pietra domina sulla cima di un imponente masso erratico il paesino di Tonadico, all’ingresso della Val Canali. Protagonista nel corso dei secoli  di continui danneggiamenti e crolli, fu restaurato solo negli anni Ottanta.

Le rovine di Castel Pietra si trovano all’imbocco della Val Canali presso Tonadico, un paesino poco distante da Fiera di Primiero. Attualmente di proprietà del conte Georg Siegmund Thun-Hohenstein-Welsperg, i resti del maniero furono restaurati nei primi anni Ottanta.
Dall’alto di un enorme masso erratico, Castel Pietra fu fatto costruire dal principato di Feltre ed utilizzato  come residenza dal rappresentante vescovile (all’epoca amministratore della giustizia). Citato per la prima volta in un documento del 1273, nel 1401 passò in mano ai Welsperg, che apportarono degli ampliamenti alla struttura originaria.
Nel corso della storia, Castel Pietra subì più volte devastazioni e incendi, finché nel 1865 il torrente Canali non si portò via definitivamente parte dell’edificio. L’aspetto originario del castello, quindi, può essere ricostruito solo attraverso le rappresentazioni grafiche dell’epoca.

Orario:
è consigliato contattare l'Ufficio Turistico per informazioni sull'accessibilità.

Per informazioni:
Ufficio Turistico Fiera di Primiero
Via Dante, 6
38054 Fiera di Primiero, Italy
Tel: +39 (0439) 62407
Fax: +39 (0439) 62992
E-mail:infoprimiero@sanmartino.com

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