Storie di arte in Val Badia
Il 90% della gente che vive in Val Badia parla il ladino, una lingua che trova le sue radici nel latino. Il popolo ladino, di discendenza reto-romanica e sedentario da piú di mille anni nelle regioni dolomitiche, é legato particolarmente alla sua terra, alle sue usanze e leggende e ancora di piú alle sue forme d'espressione.
Abbiamo un riscontro di artisti che hanno iniziato, con qualche eccezione, a lavorare negli anni prima del 1968: Angel Morlang - che con altri artisti ha fondato negli anni 60 la unione "Ert por i Ladins", Fridl Clara, Annelies Frenes Hitthaler, Lois Irsara, Otto Irsara, Raimond Mussner, Guido Tavella e Hubert Comploi. Le loro tematiche provengono dal mondo rurale o dalla societá legata a questo e gli artisti rappresentano immagini di masi, paesaggi e nature morte. Soggetto é anche l'essere umano, come protagonista o elemento rappresentativo del popolo, della storia e mitologia ladina.
Gli anni attorno al 1968, periodo rivoluzionario per l'arte, dove si cercava di esaurire le tradizioni popolari e di uscire dal conservativismo stretto, non hanno avuto particolare accento sull'arte della Val Badia. Un motivo, infatti, potrebbe essere la mancanza di un indirizzo d'istruzione, al contrario della Val Gardena che disponeva anche allora di un istituto d'arte.
Gilbert Prousch di San Martino, che ha studiato in Val Gardena e a Monaco, vive ora a Londra in Gran Bretagna. Egli ha interrotto il pensiero tradizionale e ha creato con il suo compagno George Passmore una tendenza moderna e nuova nell'arte figurativa. Gilbert&George hanno esposto le loro opere nei musei di arte contemporanea piú importanti.
Vari artisti vivono ora all'estero o comunque fuori dalla Val Badia. Alcuni di loro hanno raggiunto una destinazione forte e solida e riescono a lavorare e a vivere dell'arte. Ma anche nella stessa valle, abbiamo esempi di artisti nominati, che professano il loro carattere personale e non commercializzano la loro espressione artistica.





