La via dell'ambra

La Val dell'Isarco costituisce il collegamento tra il Baltico e l'Adriatico. Una delle prime testimonianze di quella che ai tempi preistorici era nota come la "Via dell'ambra", nel Medioevo conosciuta come la "Via Imperiale" prima e "Via Kuntner" poi (dal nome di un commerciante bolzanino che nel1300 la rese carrozzabile) la si può incontrare a pochi chilometri dal capoluogo altoatesino.
A Campodazzo un'antica locanda dall'imponente facciata sulla quale campeggia l'immancabile e tipica insegna in ferro battuto (il Gasthof Post che vanta una storia quasi millenaria) testimonia proprio come la via fosse da sempre scandita dagli ostelli del cambio dei cavalli. Ponte Gardena è dominata dalla possente mole di Castel Forte - Trostburg - visitabile - dove visse il poeta e cavaliere errante Oswald von Wolkenstein.
 Una visita merita il cosidetto tesoro di Loreto custodito nel Convento dei Capuccini in cui sono i pezzi donati dalla Regina Maria Anna di Spagna al suo confessore Padre Gabriel Pontifeser nativo di Chiusa.
Due brevi deviazioni meritano di esser compiute.
Una a Gudon dove c'è un piccolo e curato museo etnografico e I'altra a Velturno dove c'è il rinascimentale castello che fu residenza estiva dei Principi Vescovi di Bressanone..
D'obbligo a Vipiteno la visita al piccolo Museo Multscher dove sono conservate le pale d'altare opera di Hans Multscher maestro di Ulm.
Da vedere è anche il Museo delle Miniere ospitato nel palazzo Jöchelsthurn che testimonia come Vipiteno e l'Alta Val d'Isarco fossero, già nel XIV secolo, uno dei più importanti centri minerari d'Europa.

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