Camminando per Rovereto, città di nobile aspetto e di alta cultura, la prima impressione che si ha è quella di trovarsi in uno spazio che si dilata, non solo nell'armonia delle vie strette, delle piazze e dei portici, ma anche nel tempo, nella successione delle architetture, delle vicende storiche ...
Camminando per Rovereto, città di nobile aspetto e di alta cultura, la prima impressione che si ha è quella di trovarsi in uno spazio che si dilata, non solo nell'armonia delle vie strette, delle piazze e dei portici, ma anche nel tempo, nella successione delle architetture, delle vicende storiche e della vita quotidiana della gente.
Il centro storico, infatti, riassume una storia collettiva, fatta di uomini che, vigilando sugli antichi confini tra Italia e Tirolo, hanno sviluppato il commercio e l'industria della seta, traendone benefici per tutta la città.
Così nel XVIII e XIX secolo, le ricchezze accumulate con il lavoro si trasformarono in quegli ideali artistici e letterari che tutt'oggi fanno di Rovereto una città di alta cultura, come testimonia anche la nuova sede del Mart, il Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto.
Pur essendo già abitata in epoca romana, le prime notizie certe riguardo la storia di Rovereto, risalgono al XIII secolo, quando la famiglia dei Castelbarco, dopo aver fatto costruire un imponente castello voleva imporre la città in opposizione all'autorità dei vescovi di Trento. Nei secoli successivi, la città passò, dapprima, sotto il dominio della Serenissima, e poi, nel 1509, quando la lega di Cambrai sconfisse i Veneziani, sotto l'imperatore d'Austria Massimiliano I. Da questo momento il volto della cittadella fortificata iniziò quella trasformazione che la portò a diventare un importante centro industriale e commerciale. All'inizio del 1500 venne introdotta l'arte di torcere la seta, dando un nuovo impulso all’industria manifatturiera, specialmente nel centro di Ala, la cittadina nota come la "città di velluto", proprio grazie all’eleganza ed alla finezza delle sete e dei tessuti che qui venivano prodotti.
Alla metà del 1700 Rovereto è il maggiore centro industriale del Trentino, ed al progresso economico si affianca anche quello civile ed intellettuale che consegnerà alla città il titolo di piccola Atene del Trentino, dove vissero, tra gli altri gli studiosi Tartarotti e Vannetti, l'architetto Ambrogio Rosmini, il pittore Baroni, il musicista Ferrari, ed altri ancora le cui memorie sono conservate nella Civica Biblioteca.
In contesto così intellettualmente attivo, venne fondata l'Accademia degli Agiati, subito sostenuta da Maria Teresa d'Austria, che ne promosse gli studi eruditi, l'attività letteraria e la ricerca scientifica. Il culmine di tutta questa attività culturale verrà raggiunto nel 1800 con il filosofo cattolico Antonio Rosmini.
Infine, nel XX secolo, la città fu fortemente toccata dai due conflitti mondiali, ed in particolare dal primo, che vide le vicine montagne della Vallarsa e del Pasubio come teatro di violentissimi scontri. Oggi, il ricordo di questi combattimenti cruenti è silenziosamente ricordato in molti monumenti della città e dei suoi dintorni, come ad esempio la Campana della Pace, forgiata con il bronzo dei cannoni degli stati belligeranti, o il Sacrario di Castel Dante.
Nei dintorni di Rovereto vale la pena fare una visita ad Ala, la città di velluto, alla stupenda Val di Gresta, la "Valle della Salute", in Vallagarina, sull'Altopiano di Brentonico o al Castello di Beseno, nei pressi di Besenello.