Itinerari culturali a Rovereto
Era loco ov'a scender
la rivavenimmo, alpestro…
qual è quella ruina che nel
fianco di qua da Trento,
l'Adige percosse o per
tremoto o per sostegno
manco che da cima del monte
si mosse…
Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno, C. XII
Le parole con cui Dante, nel 1303, descrisse la frana vista nei pressi di Rovereto, quando vi soggiornò ospite dei signori di Castelbarco, sono certamente le più famose, ma non sono affatto le uniche a rendere omaggio alla bellezza della città.
Il piccolo borgo medievale che ospitò Dante, si può ancora immaginare passeggiando per via della Terra, la strada che attraversa il nucleo più antico della città. Qui, accanto all'alta Torre Civica, che già era inclusa nella cinta muraria dei Castelbarco, si possono osservare portali e facciate del 1600 e 1700, resti di preziose pitture murali rinascimentali, come a palazzo Noriller, o lapidi che ricordano i personaggi illustri che hanno dimorato in quelle strade.
Se da via della Terra ci si sposta verso piazza San Marco e via Rialto, come suggeriscono i nomi, si entra nel cuore della città "veneta".
Pian piano, continuando la strada lungo via Rialto, emerge la città più mercantile, dove, ai palazzi nobili si sostituiscono via via i più modesti edifici a funzione commerciale.
Nel centro di piazza Battisti si può ammirare la Fontana del Nettuno, del 1736, che riceve l'acqua direttamente dal fiume Leno. Lungo via Tartarotti, invece si può ammirare una bella sequenza di palazzi ‘600-700, a cominciare da palazzo Todeschi, con il bel portale del XVIII secolo ed il poggiolo e i ferri lavorati alle finestre, l'ex-filatoio Tacchi, od il palazzo del catasto fondiario.
Ed ancora stupendi palazzi fanno da cornice a piazza Malfatti ed a vicolo del Portello, una lunga via porticata, su cui un tempo si affacciavano i negozi e le botteghe degli artigiani, parallela a via della Terra, e bordata da una roggia che correva lungo le mura.
Infine, ma non per questo meno bella, piazza del Podestà, ospita il palazzo municipale risalente al XV secolo che fu sede del podestà nominato dalla Serenissima, con i ricchi fregi affrescati, gli stemmi murati e gli interni che rievocano la storia della città.





