Mart
Il Museo d'Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto è stato istituito alla fine degli anni '80 per volontà della Provincia Autonoma di Trento, che in questo modo ha unito in un'unica istituzione la sezione d'arte contemporanea del Museo Provinciale d'Arte di Trento, ospitata a Palazzo delle Albere, e la Galleria Museo Fortunato Depero, l'originale idea museografica del grande futurista. Da questi due nuclei originari prende vita il Mart, che nel 1991, affianca alle due sedi storiche l'Archivio del '900, destinato ad ospitare il patrimonio di fondi archivistici del museo, la biblioteca e le esposizioni temporanee, utilizzando gli spazi messi a disposizione dal Comune di Rovereto.
Già ad un primo colpo d'occhio il MaRT non sembra un museo tradizionale, il classico "contenitore" di quadri e mostre.
L'edificio, che sorge nel cuore della città, alle spalle dei settecenteschi palazzi di corso Bettini, è stato progettato dall'architetto svizzero Mario Botta, in collaborazione con l'ingegnere rovetano Giulio Andreolli, e si sviluppa su 12 mila metri quadrati, articolati su quattro piani: al piano terreno, oltre alla reception vi sono tutti i servizi per il pubblico, l'area informativa, il bookshop e la sala conferenze, al piano interrato sono stati sistemati l'Archivio del 900 e la Biblioteca, al primo piano le aree per le esposizioni temporanee e la Sezione Didattica, mentre al secondo piano si trova la Collezione Permanente del MaRT.
La bellissima piazza centrale è sormontata da una cupola di vetro e acciaio, mentre l'edificio è rivestito di pietra gialla di Vicenza, in modo da riprendere la modularità dei palazzi settecenteschi che lo circondano.
Il MaRT è un vero laboratorio di cultura la cui Sezione Didattica ha sviluppato metodologie e modelli operativi specifici per i laboratori. Lo scopo del laboratorio didattico, infatti è quello di realizzare una circolarità delle esperienze, una sorta di "fare per comprendere" che permette a tutti i visitatori, dai bambini delle scuole materne fino agli adulti, di diventare spettatori attivi attraverso una conoscenza interattiva dell'arte. Questo processo educativo all'arte contemporanea, oltre che delle aule attrezzate per i laboratori, usufruirà anche degli spazi esterni, dal parco alla piazza e alle terrazze.
La collezione permanente comprende oltre 7000 opere, il cui nucleo è costituito dalla linea di ricerca di Balla, Depero e Prampolini. Accanto a questi autori, ci sono poi gli stupendi capolavori di Severini e Carrà, e dei massimi esponenti del '900 italiano da De Chirico e Campigli a De Pisis, Savinio e Sironi. Gli anni '70 e '80 sono ben rappresentati dai lavori di Merz, Kounellis, Boetti, Pistoletto, Pascali, Scarpitta e Paladino, mentre un'ottica più internazionale trova riscontro nella Pop Art americana e nelle opere di artisti come Beuys, Rainer, Nitsch, Kiefer, Long e Cragg.
Fortunato Depero, Architettura sintetica di uomo (Uomo coi baffi), 1916
Fernand Leger, Tre donne su fondo rosso, 1972.
Ma oltre alla collezione permanente il MaRT comprende anche l'Archivio del '900, con il Centro Internazionale Studi del Futurismo, la storica Biblioteca Tartarotti e l'auditorium.
L'Archivio del '900 rappresenta l'identità culturale del museo e ne delinea i percorsi di ricerca. Attualmente è suddiviso in specifici ambiti d'interesse come il Futurismo e l'architettura razionalista, che molto spesso sono intrecciati alla storia ed alla cultura del territorio ed all'intero patrimonio.
La biblioteca, specializzata nella storia dell'arte del XX secolo, conserva più di 60000 volumi, tra i quali va citata l'importante raccolta di editoria futurista che comprende periodici, cataloghi delle esposizioni, saggi, manifesti ed alcuni "libri oggetto", tra i quali anche il libro imbullonato di Fortunato Depero. Un'altra interessante sezione, inoltre, è dedicata alla poesia visiva con più di 14000 volumi.





