Trekking

Scopri dove praticarlo

Esplorare le Dolomiti a piedi e con lo zaino in spalla vi darà modo di apprezzare con tutta calma la straordinaria bellezza che il Trentino e l’Alto Adige vi possono offrire. Una grande varietà di sentieri per il trekking, ben curati, segnalati e di tutti i livelli, vi regaleranno viste mozzafiato sulle incantevoli vette.

Il trekking è una piacevole camminata che varia da uno a più giorni, che porta a percorrere percorsi o itinerari immersi nella natura. Di norma si effettua su sentieri montani, nelle ampie valli o in mezzo ai boschi. Permette all’escursionista di riappropriarsi del proprio tempo, immergersi nella natura e dimenticarsi di tutta la fretta che caratterizza la vita moderna.
Una volta che si inizia a praticarlo dona una sensazione di benessere e di relax mentale di cui difficilmente si potrà fare a meno. Può essere praticato in solitaria se si vuole dedicare un po’ di spazio a se stessi, o in compagnia, per condividere le bellezze dell’ambiente circostante con amici e persone care.  Il bello di questo sport è che ci si può mettere alla prova, riscoprire il piacere dell’avventura e conquistare la vista di panorami unici!

Dove fare Trekking

Il giro delle Cigolade

Escursione che si snoda su sentieri oppure su tracce di passaggio in terreno vario (pascoli, detriti), di solito con segnalazioni, o a volte su terreni aperti.

L’itinerario ha inizio al Rifugio Ciampedie, posto su di un dosso erboso dal quale si possono ammirare il Catinaccio, il Sassolungo, il Sella e altre splendide vette. Da qui si scende verso ovest, imboccando la pista da sci  (segnavia 545), fino al Rifugio Negritella (1990 mt): si prosegue in piano, si supera il bivio prendendo il ramo di sinistra, lasciando, poco dopo, il tracciato principale per imboccare il sentiero che attraversa il bosco di abeti. Si esce alla conca del Vajolon e si incontra il sentiero n.547. Proseguendo a zig-zag su di una zona di detriti, si sale verso la sella del Ciampàz dove si trovano i Rifugi Pederiva e Roda di Vaèl (2280 mt). Qui, lungo il sentiero n.541, si continua a salire verso nord, con una bella vista sulle pareti della Roda di Vaèl, dei Mugoni e delle Cigolade. Lasciando a sinistra il segnavia n.551, si procede sui detriti in direzione del Passo delle Cigolade (2250 mt). Con vista sulla conca del Vajolet, si passa a sinistra sotto le pareti dei Mugoni, fino ad incrociare il sentiero n.550 a quota 2146 mt: lo si segue dunque a destra in discesa, fino a raggiungere i rifugi della conca di Gardeccia (1649 mt). Da qui si prende il segnavia n.540 che entra nel bosco e porta nuovamente al Rifugio Ciampedie.

Note: Rifugio Ciampedie, Rifugio Negritella, Rifugio Roda di Vaèl, Rifugio Pederiva, Rifugio Gardeccia, Rifugio Ciampedie.

Via ferrata Cima Capi

La via ferrata Cima Capi è un’escursione di medio-facile livello che dalla frazione di Biacesa di Ledro e lungo sentieri, gradini rocciosi e appigli naturali permette di raggiungere Cima Capi.

L’itinerario ha inizio nei pressi dell’abitato di Biacesa di Ledro, dal quale ci si dirige poi in direzione nord-est e si imbocca il “Sentiero del Bec”n° 470. Si prosegue poi lungo la via ferrata Susatti n° 405 e si scala la montagna verso est, immersi in un suggestivo ambiente naturalistico caratterizzato da sottobosco e aree panoramiche. La via si snoda su agevoli rocce lungo i resti di camminamenti, tunnel e fortificazioni austriache della Prima Guerra Mondiale, dai quali si possono ammirare scenari straordinari del Lago di Garda e dei centri abitati di Arco e Riva. Si tratta di una via ferrata in ottimo stato e ben attrezzata, con gradini in alcuni tratti, in certi punti un po’ esposta, ma con utili appoggi naturali.

Raggiunta la cima diverse sono le vette dolomitiche che si possono ammirare, guardando a nord-ovest troviamo il gruppo Adamello-Presanella e quello delle Dolomiti di Brenta, mentre a est si vede il gruppo del Monte Baldo. Procedendo sempre sulla via n° 405 in cresta si raggiunge il bivio dal quale si prende a sinistra la via ferrata Foletti n°460. Lungo questa via si arriva poi in breve tempo nei pressi del Bivacco Arcioni.

Giro dell' Imperatrice

Itinerario che si sviluppa su strade, per lo più forestali, e lungo sentieri di montagna situati nelle vicinanze di alcune piste da sci. Un giro alla scoperta di incantevoli scenari e paesaggi mozzafiato.

Il percorso parte dalla chiesa di Santa Maria Antica di Madonna di Campiglio. Imbocchiamo il sentiero del Cantico delle Creature e, superata la pista da sci nella zona d’arrivo della sciovia, percorriamo un breve tratto di strada asfaltata per prendere poi il sentiero per la Piazzetta Imperatrice. Durante la salita oltrepassiamo la pista da sci del Monte Spinale arriviamo al punto panoramico dov’è situata la pietra in memoria del passaggio della Principessa Sissi. Procediamo poi su strada forestale con pendenza per lo più regolare.

Arrivati a Malga Fevri proseguiamo su strada fra distese verdeggianti per raggiungere infine la cima del Monte Spinale, dove si trovano la Capanna Hofer, il Rifugio Dosson e la Cabinovia Spinale. E dalla vetta, la vista mozzafiato dei gruppi dell’Adamello - Presanella e delle Dolomiti di Brenta.

Prendiamo la via del ritorno scendendo prima sulla pista da sci e poi su strada forestale fino alla Malga Montagnoli. Continua in direzione Campo Carlo Magno e imbocchiamo il sentiero che porta all’avvio della Cabinovia Grostè. Procedendo a sinistra percorriamo poi il Sentiero delle Grotte e la via Campanil Basso per ritornare così al punto di partenza.

Sentiero dei masi

Il sentiero dei masi è un bellissimo percorso tra prati e castagneti, da fare sia in primavera che in autunno. Abbastanza lungo se compiuto integralmente, offre però molti tragitti alternativi di varia lunghezza. Godrete di splendide viste panoramiche, tra antichi masi e testimonianze culturali delle tradizioni di vita rurale e agreste.

L’escursione inizia dal medievale Castello di Presule, dove si imbocca subito un sentiero pianeggiante alternato da boschi e prati che portano l’escursionista ai borghi di Novale di Presule e Aica di Sotto. Una delle attrazioni lungo il sentiero è il Wirtskeller, la cosiddetta “cantina dell’oste”, che veniva usata come dispensa dalla locanda di Presule, dotata di un mirabile sistema di raffreddamento naturale grazie ai getti di aria fredda che fuoriescono dagli anfratti rocciosi.

Seguendo la segnaletica “sentiero dei masi” si raggiunge l’antico maso Gemoanerhof, da dove si gode una splendida vista sulla stretta Valle di Tires fino al Catinaccio. Proseguiamo per Aica di Fiè. Il paesaggio qui è bellissimo, tra file di vigneti, prati, boschi di latifoglie e castagni. La passeggiata è semplice anche se la morfologia del sentiero cambia di continuo: da sentieri forestali, a piccole stradine di paese. Prima di arrivare ad Aica di Fiè, posto su di un ripido pendio, troverete il ”Fronthof”, il più grande maso in pietra di età medievale presente in Alto Adige, dove sembra veramente essere ritornati indietro nel tempo. Se volete fare una breve sosta, nel piccolo centro di Aica di Fiè potrete visitare la graziosa chiesa dedicata a San Giovanni.

L’ultimo tratto di sentiero che porta al piccolo borgo di  Santa Caterina gode di una stupenda vista panoramica sulla vallata. Proprio in questo piccolo paesino composto da una chiesa e da pochi masi termina il nostro itinerario tematico. Per ritornare a Presule è possibile salire fino al pianoro erboso dove si erge la Schnaggenkreuz: da qui seguite il percorso numero 5 che vi riporterà direttamente a Castel Presule.

Sentiero del Lago d'Oro

Splendido itinerario panoramico all’interno del Parco Nazionale dello Stelvio con meravigliosa vista sul massiccio dell’Ortles.

La passeggiata conduce dal Passo dello Stelvio passando per il Lago d’Oro e il Rifugio Forcola a Trafoi, il percorso è privo di difficoltà ed accessibile a tutti. Dal Passo dello Stelvio si imbocca il sentiero numero 20 in direzione cresta di monte. Seguendo la mulattiera dei pastori che attraversa i pascoli si scende fino al limite del bosco e si raggiunge il rifugio Forcola da dove si può ammirare il bellissimo panorama della valle di Trafoi. A seconda del periodo, in alcuni tratti si cammina anche sulla neve.

Si tratta di un’Alta Via del tutto particolare: in epoca storica veniva molto utilizzata dai contrabbandieri. Lungo il sentiero Lago d’Oro troverete dei cartelli informativi sulla Prima Guerra Mondiale, sulla vegetazione e sulla formazione dei ghiacciai della zona Ortles. Il percorso si snoda lungo il confine con la Svizzera e offre una splendida vista sul panorama del gruppo Ortles e il Passo dello Stelvio. La discesa può seguire due vie: a piedi seguendo il sentiero 17 oppure in seggiovia.

Sentiero dei Kaiserjager

Uno spettacolare itinerario tra panorami mozzafiato e percorsi nella storia: il sentiero dei Kaiserjager - i tiratori scelti dell’Imperatore d’Austria -  è stato recentemente recuperato e reso funzionale per gli appassionati dell’alpinismo e della Grande Guerra.

Il percorso inizia dal parcheggio Forte dei Sassi sul passo Valparola: raggiunge i resti del Comando Austriaco, le varie trincee restaurate e alcune caverne scavate alla base della montagna, ove sono state ricostruite la cucina e il dormitorio dei soldati.

Salendo in quota il tracciato si fa più esposto e per renderlo più sicuro in alcuni punti sono state fissate delle funi in parete che ci permettono di raggiungere lo spettacolare ponte sospeso a funi metalliche lungo 15 metri, ricostruito nel medesimo posto di quello originale austriaco.

Il sentiero termina a quota 2800 metri dalla cima del Piccolo Lagazuoi, ove un crocifisso ricorda i caduti della Grande Guerra. Da qui è possibile ammirare un sorprendente panorama sulle Dolomiti. In pochi minuti si raggiunge il rifugio Lagazuoi, e il percorso prosegue con ripide serpentine verso la Forcella Lagazuoi. Qui è possibile vedere diversi resti di postazioni e gallerie austriache. Si scende lungo un facile sentiero fino al Rifugio Scotoni, per poi risalire fino alla forcella Salares e scendere nuovamente verso la valle di San Cassiano in un stretto canalone. Da qui si giunge alla vecchia strada del Passo Valparola, che si innesta sulla nuova strada che porta al Passo.

Alta Via di Fundres

L’Alta Via di Fundres è uno splendido itinerario che collega Vipiteno a Brunico. Prende il nome dal gruppo montuoso che l’attraversa e offre un’indimenticabile avventura tra paesaggi montani e solitari.

L’escursione inizia dalla località di Wiesen vicino Vipiteno. In sei giorni di camminata si attraversano valli profondamente incise, laghetti di montagna di rara bellezza e i selvaggi Monti di Fundres. Il punto d’arrivo è Falzes in Val Pusteria. Chi vuole percorrere l’Altavia di Fundres dev’essere un escursionista esperto, visto che l’itinerario è molto impegnativo sia dal punto di vista tecnico che atletico.

L’Altavia si snoda in alta quota tra i 2000 e i 3000mt, e la vetta più alta è il Picco Croce, che offre un panorama sorprendente sulle Dolomiti. Se amate paesaggi solitari, scoscese montagne rocciose, fianchi ripidi e malghe fiorite questo itinerario potrebbe essere l’ideale per voi!

1° giorno
Dalla stazione ferroviaria di Vipiteno si procede a piedi verso la località di Wiesen, dove inizia il nostro itinerario. A Wiesen inizia la salita, prima su strada, poi su sentiero, tra prati e boschi, finché non si raggiunge la Malga Pfitsch. Seguendo la salita sopra la malga si giunge al bivacco Giogo di Trens, che offre otto posti letto, oppure avanzando per un’altra ora e mezzo di cammino, dopo la traversata di Cima di Sengas, si giunge alla malga Simile Mahd. Se Invece si vuole fare una deviazione, invece di prendere il sentiero che scende per la malga si ha la possibilità di passare la cresta nord e raggiungere il rifugio Vipiteno.

2° giorno
Dalla malga Simile Mahd si sale alla forcella di Sengas, da dove è possibile ammirare il meraviglioso Lago Selvaggio circondato da cime ghiaiose e pascoli rozzi. Da qui si continua verso la cima del Picco della Croce, per poi raggiungere l’accogliente Rifugio Bressanone.

3° giorno

Dal Rifugio Bressanone il sentiero porta alle forcelle Steinkar. Da qui in mezz’ora si può raggiungere la Pfannenspitze. Si prosegue poi per la malga Weitenberg per raggiungere i 2348mt della forcella Keller e in seguito i 2473 della forcella Dannel. Il sentiero serpeggia su pendii nevosi e attraversa una splendida conca glaciale. Meta del giorno è il Bivacco Brenninger, un vecchio ovile ristrutturato dai volontari del CAI di Bressanone che offre posti letto per otto persone oltre che una stufa a legna, una bombola a gas e tutte le stoviglie necessarie.

4° giorno
Dal Bivacco Brenninger percorrendo un faticoso sentiero sulle rocce si raggiunge la forcella Geisscharte. Qui si imbocca una breve via ferrata (per circa 30 m.) In seguito si raggiunge il Rifugio Ponte di Ghiaccio. Questo splendido rifugio, piccolo ma accogliente; conserva ancora l’originale pavimento in legno.

5° giorno
Escursione dal Rifugio Ponte di Ghiaccio al Rifugio Lago della Pausa. È la tappa più interessante dal punto di vista naturalistico per la varietà di piante che si incontrano, ma allo stesso tempo anche la più monotona a causa del lungo, anzi lunghissimo sentiero in costa che non cambia mai (almeno 6 ore e ½ di percorrenza).

6° giorno
L’ultimo giorno l’itinerario si snoda tra la Val Selva dei Molini e la Val Pusteria, attorno alle Montagne di Fundres. Un sentiero in salita attraversa i prati de La Portella, mentre l’incantevole panorama sulle Alpi Aurine ci accompagna fino al Monte Sommo. Si prosegue in direzione est, e vediamo altre cime davanti a noi: la Hohe Spitze, la Cima Dodici, le Cime di Pozzo, il Lago Verde/Grünseespitze per arrivare finalmente al punto più alto, la Bärentalerspitze. Dal Lago Verde ci si incammina sul sentiero verso la meta finale Chienes, oppure verso Issingo. Scendendo dalla Bärentalerspitze invece si arriva a Geigeralm attraversando Platten e Falzes.

Il Sentiero tematico delle Piramidi di Terra del Renon

Percorrere il sentiero tematico delle Piramidi di Terra del Renon sarà un emozione unica. Potrete ammirare queste architetture costruite da detriti morenici che sono in continua evoluzione e lottano contro l’erosione del tempo!

Sull’altopiano del Renon avviene un fenomeno geologico alquanto singolare: grazie a particolari condizioni climatiche e all’erosione del terreno nei corsi dei secoli, sono nate le famose piramidi di terra. Uno spettacolo straordinario di colonne formate da detriti morenici solidificati, che possono raggiungere un altezza di ben 30mt, ciascuna delle quali porta sulla sommità una grossa pietra che la protegge dall’erosione dell’acqua.

Si tratta di un fenomeno assai diffuso nell’intera regione, ma le piramidi di terra del Renon sono le più famose e le più belle non solo del Trentino Alto Adige ma di tutta Europa. Inoltre troviamo questo fenomeno in ben tre posti del Renon: a Monte di Mezzo, Soprabolzano, ed Auna di Sotto.

Il sentiero tematico le Piramidi di Terra di Soprabolzano ha inizio dall’omonimo paesino attraverso i sentieri 23, 26 e 2. Grazie ai vari cartelli che troviamo lungo il tracciato, vengono spiegate le origini delle piramidi e altri temi culturali che riguardano il percorso. Trattandosi di un altopiano, le escursioni sul Renon non sono particolarmente impegnative. Il sentiero è esposto a sud e i periodi migliori per percorrerlo sono la primavera e l’autunno.

La roggia di Marlengo

Una splendida passeggiata da fare con i bambini in qualsiasi periodo dell’anno: lungo i canali artificiali d’irrigazione detti “Waalweg” o più comunemente conosciuti come rogge, scoprirete un’altra sfumatura dell’Alto Adige.

Le rogge, chiamate anche “Waalweg”, sono dei canali d’irrigazione artificiali che un tempo venivano utilizzati per portare l’acqua dei ruscelli di montagna nei campi. Lungo questi corsi d’acqua si snodano stretti sentieri che servivano per controllare e mantenere il sistema d’irrigazione. Oggi questi tracciati lungo le rogge non vengono più utilizzati per tale scopo ma sono diventati dei semplici e panoramici tracciati, molto amati dagli escursionisti e frequentati durante tutto l’arco dell’anno.

Il sentiero lungo la roggia di Marlengo con i suoi 12 km è il Waalweg più lungo dell’Alto Adige. Costruito 250 anni fa, si snoda lungo le località di Foresta, Marlengo, Cermes e termina a Lana di Sopra.

L’escursione inizia dal centro del paese di Marlengo e prosegue lungo il sentiero numero 32. La piacevole escursione attraversa un susseguirsi di prati, frutteti, vigneti e offre un’incantevole vista su Marlengo e su tutto il meranese. Lungo il sentiero sono state costituite diverse aree di sosta e ristoro. Una passeggiata lungo la roggia di Marlengo è l’ideale per una gita con tutta la famiglia!

Il sentiero dell' Almweg 2000

Se volete unire sport e gastronomia il sentiero delle malghe è quello che fa per voi! Una semplice passeggiata in quota tra antichi masi e splendidi prati fioriti.

Il sentiero dell’Almweg 2000, chiamato anche sentiero delle malghe, è un percorso circolare a 2000mt sopra il livello del mare che porta alla scoperta di diverse malghe sopra il suggestivo fondovalle della Val Casies.

La Val Casies è una delle più affascinanti e incantevoli valli dell’Alto Adige dalla natura incontaminata. Il percorso Almweg 2000 è molto ben segnalato e valorizza un meraviglioso paesaggio alpino con un’immensa varietà di fiori.

Tra le diverse possibilità di accesso consigliamo l’escursione in quota, caratterizzata da uno spettacolare panorama e particolarmente soddisfacente dal punto di vista della flora. Oltre alla vista va appagato anche il gusto: non può mancare una sosta in una delle tante malghe disseminate lungo il tracciato per assaggiare le prelibatezze locali. Una merenda con speck e formaggio alpestre è quello che ci vuole per riprendere le forze. Questa escursione per chi è abituato a camminare è molto facile e appagante!

Escursione attorno al Catinaccio

Lo splendido gruppo montuoso del Catinaccio è una meta ideale per un’escursione in alta montagna: da qui potrete ammirare uno dei più bei panorami delle Dolomiti.

Lo scenario vasto e spazioso che si gode dal Catinaccio è sicuramente uno dei più incantevoli delle Dolomiti, ma curiosa e singolare è anche la leggenda di questi monti e del regno di re Laurino. La storia ci narra che il re possedeva uno splendido giardino di rose rosse. Un giorno degli invasori stranieri distrussero il suo regno e il re, convinto che fossero state le rose ad indicare loro la via, le maledisse tutte, impedendo loro di fiorire. Ma Laurino si dimenticò di maledire anche il crepuscolo, ed è proprio in quei momenti che la montagna sembra accendersi di rosso come se mille rose sbocciassero contemporaneamente.

L’escursione attorno al Catinaccio ha inizio dal Rifugio Fronza delle Coronelle - raggiungibile con la seggiovia – oppure seguendo un sentiero che parte dalla valle del Vajolet. Durante il tragitto possiamo ammirare le bizzarre conformazioni rocciose al centro della catena del Catinaccio, chiamate le Sei Torri di Vajolet. Le torri meridionali godono di fama internazionale e vantano la migliore composizione rocciosa. L’escursione prosegue lungo il pianeggiante sentiero 549, da dove è possibile osservare il maestoso Latemar e l’aquila di bronzo, in direzione del rifugio Paolina, nel cuore del Catinaccio.

Naturonda: nella Città  dei Sassi

Una semplice escursione adatta a tutti, dai piccini in passeggino ai nonni con il bastone, Naturonda offre la possibilità a chiunque di ammirare quel fantastico e incantato scenario che la Val Gardena ci offre.

È dal Passo Sella che parte questa semplice ma bellissima gita di 1,7 km, immersa nello spettacolare panorama degli imponenti massicci dolomitici. Lungo tutto il tracciato si seguono dei cartelli di legno che indicano il percorso Naturonda e delle tabelle informative sulla fauna locale, come marmotte, lepri bianche, camosci, l’aquila reale, la volpe rossa e le immancabili mucche. L’itinerario si divide in due livelli di difficoltà: quello più semplice, caratterizzato dai cartelli con disegnata una carrozzina, e quello leggermente più difficile che attraversa la “Città dei Sassi”.

Il tracciato è circolare, può essere tranquillamente completato in 40 minuti, ma è difficile resistere alla tentazione di fermarsi al Rifugio Emilio Comici a fare una golosa merenda a base di pane, speck e formaggi alpini, oppure sdraiarsi al sole sui comodi tappetini in gomma messi a disposizione gratuitamente. Seguendo questo itinerario avrete la possibilità di vedere un panorama sorprendente: lo splendido Gruppo del Sella, le Odle e la spettacolare Regina delle Dolomiti, la Marmolada.

Alta Via Val Venosta

L’Alta Via Val Venosta è un suggestivo itinerario che offre spettacoli naturali indimenticabili. Ogni tappa affascina l’escursionista per la varietà paesaggistica che incontra e per i panorami mozzafiato.

L’Alta Via Val Venosta parte dal Castel Juval per arrivare alla sorgente dell’Adige sul Passo Resia. Il percorso si estende per 108 km lungo il Monte Tramontana sondandosi su tracciati vecchi e nuovi, lungo i canali d’irrigazione e sui sentieri che collegano i vari masi.

L’Alta Via conduce gli appassionati di montagna alla scoperta di un paesaggio pieno di contrasti dove ogni singola tappa offre spettacoli naturali indimenticabili. Un esempio possono essere i sentieri lungo il Monte Sole, lungo i quali è possibile ammirare panorami mozzafiato sulle cime più alte dell’Alto Adige. Le singole tappe dell’Alta Via della Val Venosta si possono compiere in una sola volta per i più allenati, oppure distribuite in diverse gite giornaliere, senza comunque mai dimenticare l’attrezzatura e l’abbigliamento adeguato a gite di alta montagna. Questo splendido itinerario non è una delizia solo per gli occhi, ma anche per il palato: fermandovi nei vecchi masi sparsi lungo il tragitto potrete infatti gustare le caratteristiche pietanze della gastronomia altoatesina.

Sentiero tematico "salita dei minatori" a Predoi

L’escursione “la salita dei minatori” a Predoi è un modo interessante di combinare trekking, storia e cultura. L’itinerario mostra il passato minerario di questa zona e mostra i segni dello sfruttamento intensivo del territorio, causati dall’estrazione del rame.

Nei secoli passati i minatori che dovevano lavorare per giorni nelle miniere di Predoi non avevano un’entrata così facilitata come quella che esiste oggi. Il sentiero tematico “la salita dei minatori” è piuttosto facile, ed è consigliabile praticarlo da maggio a ottobre. L’escursione ha inizio dalla galleria di San Georg e termina alla croce della Val Rossa, a 2080mt.

Con questa passeggiata si ripercorre la storia dell’estrazione mineraria passando per numerose rovine delle preesistenti costruzioni minerarie, dal 1528, quando iniziò lo sfruttamento intensivo delle miniere, fino all’Ottocento, quando  i giacimenti di rame vennero chiusi. In passato molti più cunicoli di quelli rimasti attualmente agibili conducevano nella miniera.

Dopo la bellissima escursione, è possibile visitare l’interno della miniera di St. Ignaz: a bordo di un comodo trenino sarete condotti da guide esperte nel cuore della miniera a 1000mt di profondità!

Questo trekking mostra il passato minerario di Predoi, ma offre anche la possibilità di ammirare una splendida vegetazione boschiva in una delle più belle valli della zona.

Sentiero delle Odle

Il sentiero delle Odle è uno degli itinerari più affascinanti delle Dolomiti. Una camminata in alta quota, con assenza di passaggi ripidi ma con una splendida vista sugli erti pendii delle Odle.

Il gruppo delle Odle è un massiccio dolomitico particolarmente amato dagli appassionati della montagna. Il punto di partenza di questo itinerario è Malga Zannes. Il sentiero segue il corso del torrente Ciancenon fino a giungere alla Groβgrube e alla Malga di Casnago, dove si può fare una sosta prima di scendere a valle e magari pranzare con delle prelibatezze altoatesine. Il percorso attraversa un paesaggio vario e suggestivo lungo le rive del torrente Ciancenon, e lungo la strada si possono ammirare ampi pascoli alpini, l’ombrosa Foresta Nera e una grande varietà di specie vegetali.

Le Odle fanno da sfondo a una valle dove i colori dei prati, dei boschi e dei masi si combinano in un’immagine globale estremamente equilibrata e dove la luce, con il passare delle ore e col susseguirsi delle stagioni, trasforma continuamente la percezione visiva dello spettatore.

Sentiero tematico del latte

Un percorso ideale per i bambini, in dieci tappe, lungo le quali i piccoli avranno la possibilità di scoprire tutto il processo produttivo del latte.

Il Sentiero tematico del Latte è lungo all’incirca un chilometro, ed è il percorso ideale per coniugare movimento, natura, tradizione e didattica. Il giro inizia dal parco giochi “Maso Waldile” e termina al Caseificio di Sesto.

In dieci tappe questa passeggiata permette soprattutto ai bambini di acquisire attraverso il gioco, informazioni sulle varietà e particolarità del latte, sulle diverse razze di animali e sull’importanza della qualità del mangime. La prima tappa ad esempio informa sulla storia e la gestione delle malghe, la seconda sulle razze dei bovini allevati a Sesto. Mentre la tappa più amata dai piccoli è sicuramente quella con la mucca di legno che si può perfino mungere, dato che la struttura nasconde un serbatoio d’acqua. In altre stazioni il latte viene presentato come elemento nutritivo e ne viene spiegata la lavorazione che lo trasforma in burro e formaggio.

Un percorso coinvolgente che in maniera ludica fa acquisire e scoprire importanti informazioni sul fantastico mondo del latte!

Il Sentiero Cimbro dell'Immaginario

Il Sentiero Cimbro dell’Immaginario è un’escursione che si sviluppa lungo vicoli cittadini, stradine rurali e sentieri naturali, disseminati di riproduzioni di personaggi fiabeschi e illustrazioni delle leggende cimbre.

L’itinerario parte dalla piazza principale di fronte al Municipio di Luserna, continua nel centro storico, oltre la Casa Museo e la Pinacoteca Martin Predazza, e raggiunge l’Agritur. Da qui svoltiamo a destra e imbocchiamo una stradina rurale caratterizzata da aree con vedute della Valle dell’Astico e dei campi terrazzati della Prach. Proseguendo lungo il cammino incontriamo tavole illustranti le leggende di Tüsele Marüsele e della Frau Peterga. Procediamo poi lungo la stradina Obarleitn, inserita nell’erto versante del monte, e fra boschi di faggi. Svoltiamo a sinistra, salendo lungo un sentiero che conduce alla via sterrata, e poi a destra fino a trovare una scultura del lupo. Continuiamo per circa duecento metri e abbandoniamo la strada per imboccare il sentiero sulla sinistra, fino alla scultura del Basilisco. Dopo una leggera discesa risaliamo sulla destra fino ad arrivare al punto più elevato (1500 m) dove scopriamo un’incantevole piana con un laghetto alpino, la scultura di un orso e i resti delle trincee della Grande Guerra.
Procediamo sulla “stradina dell’impero”, percorriamo alcune centinaia di metri e svoltiamo a sinistra fino a giungere attraverso una ripida discesa al Rifugio Malga Campo. Spostandoci lievemente sulla destra, oltrepassiamo un’ampia radura e proseguiamo sul sentiero indicato dalle grandi pietre fino ad incontrare una bacheca con la leggenda del Sambinélo.
Procediamo poi oltre i boschi, scendiamo attraverso parti privati fino ad incontrare le costruzioni rurali, si svoltiamo a destra sulla stradina che conduce al “Bersaglio” e imbocchiamo la via a sinistra. Superiamo il Capitello di Sant’Antonio da Padova e proseguendo sul sentiero ritorniamo in paese.

Escursione al passo della Morte e al Romitorio

L’escursione al passo della Morte e al Romitorio è un itinerario che si sviluppa fra sentieri montuosi e boschi suggestivi, a tratti con indicazioni ben segnalate che porteranno alla scoperta di scenari mozzafiato.

Dopo aver lasciato l’auto nei pressi del parcheggio della chiesa di Comano Terme ha inizio l’escursione verso il passo della Morte e il Romitorio. Oltrepassata l’area predisposta per le feste degli Alpini si incontra una Croce, si procede su strada per lo più piana inoltrandosi fra boschi e pascoli verdeggianti. Al bivio in cui l’indicazione SAT 411 identifica il percorso Garda-Brenta si continua a destra su una leggera salita fino al “Caputèl delle Anime”. Visibile anche dalla Piana di Lomaso, è stato costruito in ricordo delle Anime del Purgatorio. Procedendo tra gli scoscesi pendii dei “Godesi” sulla sinistra è possibile anche ammirare un magnifico panorama della valle e del Cañon del Limarò, proseguendo il cammino si fa più difficile, con ringhiere di ferro e legno a protezione dagli strapiombi, fino a raggiungere il passo della Morte, a quota 843 m.
Scendendo su un leggero pendio si arriva al Bivio del Casale, dove si incontra il segnale SAT 427 che indica a sinistra il percorso sterrato per Sarche e Motte. Seguendo l’indicazione poco dopo si trova la Casina Forestale e dopo la Malga-Maso Casale. Procedendo lungo il sentiero SAT 427 si arriva al Romitorio, dal quale si può avere una splendida veduta della valle sottostante.

Il sentiero delle 52 gallerie

Il sentiero delle 52 gallerie è uno straordinario itinerario dal carattere storico ed è considerato un grande lavoro di ingegneria militare che dà la possibilità di scoprire un connubio incredibile tra natura e storia.

La partenza dell’itinerario della storica strada militare delle 52 gallerie può avere luogo in due punti, dal passo Xomo oppure da Bocchetta Campiglia, dove, una volta parcheggiata l’auto, è possibile partire con l’escursione. Procedendo lungo impervie gallerie caratterizzate da curve e biforcazioni, indispensabile avere con sé una buona torcia elettrica, si raggiungono così le “porte” del monte Pasubio. Dopo esser arrivati al rifugio generale Achille Papa situato alle “porte” del Pasubio (1935 m) è possibile inoltre salire fino a Cima Palon seguendo il sentiero storico tricolore. In passato le gallerie davano la possibilità alle truppe di stanza sul Pasubio di approvvigionarsi, grazie anche all’arduo tracciato che permetteva loro di rimanere al sicuro dagli attacchi nemici.
Il sentiero delle 52 gallerie è un tracciato di media difficoltà, ma lungo il quale è necessario prestare molta attenzione, evitando di sporgersi al di là della stradina e di procedere in gallerie secondarie, nella maggior parte dei casi pericolose.
Il rientro a Bocchetta Campiglia o al Passo Xomo si può fare percorrendo la strada degli Scarrubi lungo la parete nord.

Sentiero didattico delle Piramidi di Segonzano

Il Sentiero didattico delle Piramidi di Segonzano è un’interessante escursione alla scoperta della natura incontaminata e delle straordinarie Piramidi di Segonzano, una fra le maggiori attrattive della Valle di Cembra.

Le Piramidi di Segonzano sono considerate una meraviglia naturale, nonché un evento geologico di singolare aspetto in Trentino e insolito nel mondo. Si tratta di un’attrattiva di grande valore didattico per il territorio della Valle di Cembra, ma anche per l’intera regione.

La particolarità delle piramidi ha portato alla realizzazione di un percorso didattico su sentiero attrezzato che vi premette di ammirare incredibili scenari portandovi sotto le colonne, nel cuore della valle. Partendo dal parcheggio posizionato nelle vicinanze delle Piramidi si prende un breve tracciato che corre lungo la riva di un affluente del Rio Regnana e si prosegue poi a sinistra su di una salita, inoltrandosi in una piccola foresta di latifoglie. Dopo 20 minuti di cammino sulla sinistra è possibile intravedere le prime piramidi e con circa altri 30 minuti di salita nel bosco si raggiunge la più numerosa concentrazione di guglie. Ripercorrendo la sponda del torrente si arriva a circondare il raggruppamento più maestoso di piramidi. Dopo averlo superato sul lato destro si scende dall’altro senso e si riprende il percorso dell’andata fino a ritornare così al parcheggio.

Note: Biglietto d’ingresso per visita alle piramidi: 3 € intero, 1 - 2 € ridotto, gratuito per bimbi fino ai 6 anni e portatori di handicap.

Escursione al Corno Nero

La salita al Corno Nero, il monte che si erge sulla cittadina di Cavalese, è un’appassionante itinerario alpinistico che dal paese di Daiano, lungo suggestivi sentieri e mulattiere, giunge fino alla vetta del monte.

L’escursione al Corno Nero ha inizio presso la piazza De Gasperi di Daiano, piccolo paese a pochi chilometri da Cavalese. Si gira a destra lungo il vicolo Scuole fino a via Colonia, si sale presso l’ex Colonia Pavese e poi al campo di calcio. Oltrepassata la sbarra si prosegue tra sentiero e prati in direzione Pra del Ronco. Attraversato il pianoro la salita inizia ad accentuarsi fino a diventare una larga mulattiera. Proseguendo il proprio cammino all’interno della foresta di conifere si trova la via sterrata che arriva da Ganzaie e si imbocca la via a destra che si trasforma poi in mulattiera. Usciti dal bosco si raggiunge l’ex Malga Cugola Alta, oggi confortevole rifugio.
Al crocevia si procede a destra verso la salita diretta al Corno Nero e si prende il ripido percorso che si inoltra nel bosco e si sviluppa in prossimità del crinale, all’uscita arriva su un piano su cui si vedono i ruderi di una stalla. Si prosegue sul crinale lungo una salita fra prati e rocce. Arrivati a un costone di roccia ci si sposta a sinistra e si prosegue la salita spostandosi prima a sinistra e poi a destra del crinale. Dopo un tratto d’ascesa si intravede la vetta del Corno Nero, si oltrepassa un “punto di passo” e si sale fino ad arrivare sotto la cima. Si percorre un piccolo canale detritico e si giunge a un bivio, si imbocca poi il sentiero a sinistra, si procede sul crinale erboso fino a raggiungere la vetta dominante del Corno Nero con vista sulla Val di Fiemme, mentre se si va a destra si trova la vetta secondaria.

Giro dei laghi di Strino

Il Giro dei laghi di Strino è un’escursione sui pendii montuosi, che attraverso ripidi sentieri vi permetterà di scoprire e ammirare panorami incredibili, e di raggiungere i due graziosi laghi di Strino.

Dal Passo Tonale si arriva con l’auto fino allo storico Ospizio S. Bartolomeo: da qui ha inizio l’itinerario a piedi lungo la strada bianca che porta alla Malga Val Albiolo. Dopo breve cammino si raggiunge lo spiazzo dal quale parte il sentiero n° 161; dopo averlo imboccato si sale lungo il percorso della dorsale erbosa chiamata Alpe del Tonale, dalla quale è possibile ammirare la natura circostante, le diverse specie floreali e le tane delle marmotte. Si prosegue a est sugli scoscesi pendii della Cima Tonale Orientale fino ad arrivare a un’insellatura da cui si gode di una splendida veduta del gruppo della Presanella e della Val di Sole.
Si scende fino a una conca dove si trovano le rovine  della “Città morta”, con resti della Grande Guerra. Si scende ancora fino al bivio per i laghetti di Strino (segnavia n° 161). Si riprende la salita su ripido sentiero, si incrocia il sentiero n° 137 e si arriva al lago inferiore di Strino (2593 m). Proseguendo poi verso est si raggiunge infine il laghetto di Strino Superiore.
Il rientro si compie lungo il sentiero n° 137 fino alle prime piante di ginepro e rododendro, dove si imbocca il sentiero n° 160 scendendo così verso valle. Dopo aver oltrepassato i canaloni che portano a Malga di Strino si arriva, in circa un’ora, alle rovine del forte Zaccarana, dal quale lungo un ampio sentiero si raggiunge il punto di partenza.

Trekking del Cristo Pensante

Un itinerario che si sviluppa nel Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino, dov’è possibile riscoprire se stessi, rilassarsi e ammirare alcuni dei più straordinari panorami dolomitici.

La partenza dell’escursione è nei pressi della Baita Segantini, raggiungibile a piedi (1 ora circa) o grazie al bus navetta proveniente dal Passo Rolle e transitante per Capanna Cervino. Partiti dalla baita ci si muove in direzione Val Venegiotta e si imbocca il percorso sulla sinistra che porta l’indicazione “Castellazzo – trekking del Cristo Pensante”. Dopo un breve tratto la via diventa un agevole sentiero dal quale ammirare straordinarie vedute, come la Val Venegia, le Pale di San Martino e la Marmolada.

Scendendo si imbocca la via di destra lungo la quale è possibile vedere alcuni resti della Grande Guerra.
Alla fine del tratto pianeggiante, nel versante nord-est del monte Castellazzo, il percorso si trasforma in mulattiera con parti di muri a secco, e nel primo tratto si intraprende una salita piuttosto ripida che si attenua poco dopo, grazie ai numerosi tornanti. Terminata la serie di tornanti si ritorna sul sentiero e si sale su un prato dopo il quale c’è una selletta con galleria e si incontra la vecchia via in disuso. Proseguendo a destra si oltrepassa una rovina della guerra che pone fine alla salita e dopo circa 200 m si giunge infine al Cristo Pensante. Per il rientro ci sono due alternative possibili: tornare alla Baita Segantini e prendere poi il bus navetta, oppure, arrivati al secondo bivio durante la discesa, proseguire in direzione Capanna Cervino.

Giro delle Tre Cime del Bondone

Il Giro delle Tre Cime del Bondone è uno dei tracciati di trekking più noti della zona di Trento, e attraversa il Cornetto, il Doss D’Abramo e la Cima Verde, con incredibili scenari dolomitici.

Dopo aver raggiunto con l’auto la località le Viote ha inizio l’escursione delle Tre Cime del Bondone. Si procede verso ovest imboccando la stradina forestale che lungo il segnavia 607 giunge alle Torbiera delle Viote.
Da questo punto è possibile scegliere tra proseguire sul segnavia 607 o muoversi verso sud-ovest sulla mulattiera per arrivare alla “Bocca di Vaiona”. Si procede poi a sinistra verso sud sulla scia del segnavia 618, che si collega subito con il 607, e si sale così verso il Monte Cornetto. Si prosegue sulla panoramica Costa dei Cavi fino ad arrivare alle pendici della parete nord del Monte Cornetto. Al bivio si continua diritti lungo la salita del segnavia 617, oltrepassato il lato ovest del Cornetto si raggiunge la cresta sud del monte, si svolta a sinistra e si arriva in poco tempo alla cima del Cornetto.
Ritornati al bivio sotto la parete nord del monte si procede verso est lungo il segnavia 636 e si arriva rapidamente ai piedi del lato ovest del Doss D’Abramo. Si cammina in direzione nord-est lungo la dorsale fino a raggiungere Cima Verde, dalla quale si scende poi lungo il segnavia 636, fra verdi prati e bosco di mughi, e alla fine della via si imbocca sulla destra il “Sentiero Naturalistico delle Viote”. Dopo aver oltrepassato vaste distese verdeggianti si abbandona il segnavia 636 e ci si sposta sulla sinistra lungo un cammino per ritornare così al punto di partenza.

Percorso ArteNatura

Il percorso ArteNatura di Arte Sella è un bellissimo itinerario immerso in un bosco di faggi che ad ogni stagione rende diversa e affascinante questa passeggiata.

Il percorso ArteNatura è un sentiero che si allontana dalle tradizionali classificazioni escursionistiche, qui potrete scoprire una natura viva e incontaminata che ospita delle meravigliose opere artistiche le quali nascono, vivono e muoiono in questi luoghi magnifici.

Il sentiero di ArteNatura inizia vicino al ponte della Strobela: un portale realizzato da radici di abete indica il punto di partenza. Le opere d’arte sono collocate lungo il tracciato che si estende per circa due chilometri sul versante sud del Monte Armentera. Camminando lungo una stradina sterrata, il visitatore può ammirare sia delle installazioni lungo il sentiero che delle opere nascoste nelle meraviglie del bosco.
Raggiunta l’opera di Matilde Grau, c’è un cambiamento del percorso: seguendo uno stretto tracciato in terra battuta, molto suggestivo, si arriva a scoprire un biotopo: un interessante stagno alpestre in cui spesso gli artisti hanno lasciato la loro impronta.
Al termine della passeggiata si raggiunge Malga Costa, dove nel mese di luglio e agosto l’associazione Arte Sella organizza mostre ed eventi e invita nuovi artisti a realizzare le loro opere.

Sentiero panoramico San Romedio

Una semplice e suggestiva passeggiata, realizzata nella roccia, sul tracciato di un antico canale irriguo ottocentesco, ideale per grandi e piccoli escursionisti.

Il Santuario di San Romedio è uno degli edifici religiosi più caratteristici non solo del Trentino ma di tutta Europa. È da sempre meta di pellegrinaggio per visitatori da tutto il mondo. Inoltre, grazie alla sua particolare posizione, arroccato su di una rupe calcarea alta 70 metri al centro di una profonda e selvaggia forra, il santuario è avvolto da un’aura di solennità mistero. L’edificio religioso è composto da un complesso di sette cappelle e chiesette sovrapposte, collegate tra di loro da una scalinata di 130 scalini. La tomba del santo è situata all’interno.

L’itinerario ha inizio di fronte al Museo Retico di Sanzeno, dove è ben visibile una passerella in legno con le indicazioni per il Santuario. Il sentiero si snoda tra i numerosi meleti e il fresco bosco, fino a raggiungere la parete rocciosa del canyon di San Romedio. La passeggiata continua in piano lungo il vecchio canale irriguo scavato nella roccia. L’escursione è pianeggiante e prosegue fino a una scalinata di legno che ci porta al Santuario. Alla fine del percorso c’è un balcone panoramico da dove si può ammirare la bellezza del paesaggio da un’altezza di oltre 70 metri.

Sentiero Osvaldo Orsi

Il sentiero Osvaldo Orsi è un tracciato di mezza quota che si sviluppa parallelamente alla Via delle Bocchette, e che collega i rifugi Tuckett e Pedrotti, offrendo agli escursionisti l’occasione di ammirare incredibili scenari della Catena degli Sfulmini.

Il rifugio Tuckett (2272 m) è il punto di partenza del sentiero Osvaldo Orsi; da qui si intraprende il segnavia 303 e in un’ora di cammino si sale lungo un percorso pieno di pini mughi fino ad arrivare alla vedretta. Si supera il bivio sulla sinistra che porta al sentiero Sosat e si raggiunge la Bocca di Tuckett. Il cammino prosegue scendendo lungo il versante di Molveno, verso la Val Perse, e facendo attenzione al ripido pendio ghiaioso si arriva a un grande masso. Da questo punto in poi il percorso non presenta grandi difficoltà: il sentiero rimane per lo più pianeggiante e si sviluppa lungo le pendici delle maestose torri della catena centrale. In questo tratto di cammino diversi sono gli scenari straordinari che si possono ammirare, fra i quali la Busa degli Armi, la Cima Molveno e lo Spallone dei Massodi.
Si prosegue poi ai piedi del versante orientale della Cima Brenta fino a raggiungere la cengia chiamata Sega Alta, che si oltrepassa per mezzo di attrezzature fisse. Si supera un’area di detriti e si giunge così alla Busa degli Sfulmini. Procedendo poi lungo il versante della Cima Brenta Alta si percorre la salita finale fino ad arrivare al rifugio Pedrotti (2491 m).

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